Installati i sensori per il monitoraggio del Campanone

L’indagine del Politecnico di Milano permetterà di conoscere lo stato di salute della torre costruita nel 1322

Tecnici al lavoro per installare i sensori per il monitoraggio del Campanone
Tecnici al lavoro per installare i sensori per il monitoraggio del Campanone

Martedì mattina, 28 febbraio, sono stati installati sulla torre centrale della Cortina di Cacciaguerra a Pontremoli gli strumenti per il monitoraggio dinamico della struttura costruita nel 1322. Due tecnici del Politecnico di Milano (un ingegnere e un dottorando) guidati dal prof. Carmelo Gentile e dall’arch. Antonella Saisi, hanno collocato alcuni sensori permanenti nel vano più alto, quello al di sotto della cella campanaria che era stata costruita successivamente sopra la forficazione. Qui resteranno per un anno così da rilevare una notevole quantità di dati importanti dai quali sarà possibile ricavare con precisione lo stato di salute del “Campanone”. Ma già martedì l’equipe giunta da Milano ha compiuto una serie di misurazioni puntuali grazie ad otto sensori collocati per mezza giornata nei quattro piani della torre: sei ore di rilevamento che forniranno i primi risultati. Inoltre, nel corso della mattinata, sono state effettuate anche delle indagini endoscopiche all’interno dei numerosi fori che si aprono nelle murature e che permetteranno di trarre nuove conclusioni sull’utilizzo di una struttura così antica.

I tecnici erano accompagnati dall’ing. Roberto Bertolini dell’Ufficio tecnico comunale e dall’arch. Emanuela Curadi, pontremolese, che nei mesi scorsi ha effettuato il rilievo geometrico e del quadro fessurativo, indispensabili perché preliminari alla raccolta dei dati. Il progetto, frutto della convenzione firmata tra il Comune di Pontremoli (proprietario della torre civica) e il Politecnico di Milano (che ha una lunga esperienza in questo settore), era stato illustrato nel novembre scorso durante il convengo organizzato dal nostro settimanale e dall’amministrazione cittadina nel settimo centenario della costruzione della fortezza che divise le due piazze centrali. La necessità di una verifica puntuale era stata evidenziata già nel passato proprio dall’arch. Curadi che aveva dedicato un importante capitolo della propria tesi di laurea allo studio della Torre di Cacciaguerra; ed era stata lei a mostrare la presenza di numerose lesioni che dalla base corrono fino alla cella campanaria. Durante il convegno nel Teatro della Rosa il prof. Gentile aveva spiegato come fosse dunque necessaria una fase di studio della struttura con “un monitoraggio dinamico”, tecnica che “consente di monitorare e valutare lo stato di salute degli edifici dal punto di vista strutturale e permette di misurare la risposta degli elementi strutturali sottoposti alle vibrazioni”. Perché il “Campanone” oltre che essere esposto alle oscillazioni indotte dal vento e da altri agenti atmosferici nonché da altri eventi naturali e dalle vibrazioni provocate dai mezzi in transito, quotidianamente è sottoposto a quelle indotte dal movimento delle campane che suonano molte volte al giorno. Dunque, secondo il protocollo predisposto dal Politecnico, è necessario conoscere in modo approfondito la risposta alle vibrazioni dei diversi elementi che compongono una struttura muraria eretta settecento anni fa e più volte modificata nel corso dei secoli. I dati verranno raccolti costantemente grazie al collegamento diretto fra gli strumenti e il laboratorio di Milano, ma serviranno alcuni mesi per avere le prime indicazioni e almeno un anno per un quadro di riferimento dettagliato. Conoscere a fondo il “Campanone” per capire quali interventi siano necessari: questa la filosofia che ha spinto il Comune ad affidare l’incarico al prestigioso ateneo italiano. Una volta che sarà chiara la situazione si potrà decidere quali opere realizzare, sia per tutelare una struttura tanto antica quanto per una sua valorizzazione anche dal punto di vista turistico. In prospettiva, infatti, si potrebbe pensare alla sua apertura al pubblico, ma per fare questo oltre ad una serie di lavori per rendere accessibile con facilità la torre, è necessaria la sua messa in sicurezza nel caso in cui lo studio dovesse evidenziare la presenza di criticità.

Paolo Bissoli