
Il Festival della canzone italiana di Sanremo era iniziato bene. La presenza a sorpresa del presidente della Repubblica, l’Inno di Mameli, l’intervento sulla Costituzione italiana a cura di Benigni…. Poi qualcosa è successo, i giudizi si sono divisi e vari esponenti della maggioranza sono arrivati a chiedere sostituzioni ai piani alti della Rai. Se si guarda solo ai numeri, bisogna dire che questi danno ragione ad Amadeus e ai dirigenti della Tv di stato: oltre 12 milioni di telespettatori nell’ultima serata, 66% di ascolti.
Ci si potrebbe anche chiedere, però, dove erano i 40 milioni circa di cittadini italiani non sintonizzati con Sanremo. Forse non erano del tutto d’accordo con quanto stava accadendo sul palco dell’Ariston. Forse questa volta Mattarella, si pure in modo involontario da parte sua, è stato messo di mezzo per dare lustro ad una edizione che, più che per le canzoni, potrebbe essere ricordata per altri exploit. Come sempre, infatti, la gara canora è stata mescolata con interventi pensati per sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche di vario tipo.
Si è parlato di femminismo, di razzismo, di maternità… ma la stessa Ferragni, conduttrice di due serate insieme ad Amadeus, sarà ricordata più per il suo look piuttosto stravagante e ardito che per il suo monologo. “Se mi mandano via è per le mie idee” ha detto Amadeus. Quelle emerse sono discretamente imbarazzanti.
Si comincia con Fedez che canta con gli Articolo 31 “Ohi Maria”, il canto simbolo per la legalizzazione delle droghe leggere, concludendo con un invito alla Meloni a liberarla e con lo strappo della foto del viceministro Bignami travestito da Hadolf Hitler. Amadeus si giustifica dicendo che nulla sapeva del testo dell’intervento di Fedez né del suo gesto e che si tratta di artisti non facilmente controllabili.
Che dire, poi, della figura fatta con l’intervento di Zelensky, prima pensato in video, poi realizzato attraverso una lettera letta dallo stesso Amadeus alle due di notte? Che dire del bacio – con il solito Amadeus non informato – tra Rosa Chemical e lo stesso Fedez? Non c’è limite alla volgarità. Alla fine, però, quello che veramente preoccupa è che si è voluto dire che questo è il mondo reale. Visti gli ascolti, si pensa di essere onnipotenti e di poter imporre ogni cosa, anche la più stravagante, come quella di personaggi che fanno della loro diversità una fonte di ricchezza.
Oggi, per alcuni, sempre più spesso sui programmi televisivi, chi pensa che la cultura gender non sia la miglior cultura di questo mondo passa per dinosauro, per uno che non sa dove vive, per moralista d’altri tempi. Se sono giorni che si parla più di quel bacio che delle canzoni di Sanremo un motivo ci sarà. “È stato il Festival dell’amore”: questo il commento del giorno dopo, ma forse c’è ancora chi pensa che l’amore sia un’altra cosa.
Giovanni Barbieri



