La Provincia ha approvato il nuovo piano di dimensionamento scolastico
Una nuova “geografia” delle scuole primarie e medie, soprattutto per quanto riguarda la Bassa Lunigiana: è quanto emerge dal nuovo piano provinciale di dimensionamento scolastico, che il consiglio provinciale ha approvato con voto unanime lo scorso 24 novembre. La volontà espressa da Regione Toscana di chiudere le cinque Direzioni didattiche (cioè quegli istituti che raggruppano scuole primarie e dell’infanzia) ancora esistenti sul territorio regionale e la loro sostituzione con degli istituti comprensivi (all’interno dei quali è presente l’intera filiera dell’istruzione dall’infanzia alle medie in un’ottica di continuità didattica) ha coinvolto la Direzione didattica di Aulla, dalle cui ceneri sorgeranno, a partire dal prossimo primo settembre, un istituto comprensivo con sede ad Albiano, che dalla vecchia Direzione eredita, oltre alla primaria del paese, le scuole primarie di Serricciolo, Pallerone, Ragnaia, Podenzana e Montedivalli e un comprensivo che incorpora infanzia, primaria e medie del capoluogo. Dall’altro comprensivo aullese, il “Dante Alighieri”, che attualmente comprende due plessi di Scuola Secondaria di I grado nei comuni di Aulla e Tresana, un plesso di Scuola Primaria e uno di Scuola dell’Infanzia, entrambi nel comune di Tresana, viene scorporata la scuola media “Marsili” di Barbarasco, che passa all’istituto comprensivo “Igino Cocchi” di Licciana Nardi, consentendo a quest’ultimo di conservare un numero di iscritti superiore alla soglia necessaria per mantenere la propria autonomia. “La nuova mappa degli istituti comprensivi è arrivata al termine di un lungo confronto all’interno del coordinamento dei sindaci lunigianesi e di questi con la Provincia, l’assessorato regionale all’istruzione e le organizzazioni sindacali. Alla fine il nuovo assetto ha ottenuto l’assenso unanime di tutti i soggetti coinvolti nel tavolo tecnico” ha dichiarato al Corriere Apuano Annalisa Folloni, sindaca di Filattiera e delegata dell’Unione dei Comuni della Lunigiana all’istruzione. Un risultato soddisfacente, a giudizio di Folloni, per le famiglie, per le quali rimane immutata la dislocazione delle segreterie, per i lavoratori della scuola, che non subiranno tagli nelle piante organiche e per il territorio che riesce a preservare una rete sufficientemente capillare di dirigenze scolastiche. Non sono tuttavia mancate le polemiche, sollevate da alcuni docenti e da ambienti della dirigenza scolastica, preoccupati della perdita dell’unica presidenza in Lunigiana retta da un titolare, quello appunto del Circolo didattico di Aulla, e non da un reggente facente funzione come negli altri 7 comprensivi della vallata. “Il problema è reale: non ci sono abbastanza dirigenti e i concorsi che si succedono non colmano il problema” – ammette Folloni. “La Lunigiana”, prosegue la sindaca, “paga il prezzo di questa scelta politica, ma non possono essere le istituzioni del territorio a farsi carico di scelte ministeriali: il nostro obiettivo era evitare tagli alle istituzioni scolastiche del comprensorio e abbiamo lavorato uniti per evitarlo”.
(Davide Tondani)
Lunigiana: otto istituti comprensivi, ma la Legge di Bilancio delinea nuovi tagli per il 2024Dal primo settembre 2023 quindi, saranno 8 i comprensivi della Lunigiana: il nuovo istituto “Ghandi” di Albiano, i due comprensivi di Aulla, il “Cocchi” che raccoglie la media di Barbarasco e i plessi di Licciana e Comano, il “Baracchini” di Villafranca e Bagnone, il “Moratti” di Fivizzano e Casola, il “Ferrari” e il “Tifoni” di Pontremoli (il primo comprendente la scuola media del capoluogo e i plessi di Mulazzo e Filattiera, il secondo che raccoglie la primaria pontremolese e i plessi di Zeri) ed infine il “Bonomi” di Fosdinovo.Proprio su quest’ultimo istituto si concentra l’attenzione per il futuro: il “Bonomi” è attualmente al di sotto dei 400 alunni che garantiscono l’autonomia ed è soltanto per le deroghe Covid che rimane in vita. È probabile il suo futuro accorpamento con Fivizzano, dopo che nel 2016 saltò il tentativo di accorpare all’istituto fosdinovese la scuola di Albiano. I bizzarri confini della Bassa Lunigiana potrebbero giocare un brutto scherzo ad una scuola che ha il suo plesso più frequentato, quello di Caniparola, a soli 4 km dalla ligure Sarzana, ma che sarà unito alla ben più lontana e scomoda Fivizzano.Ma il nuovo assetto delle scuole lunigianesi, così faticosamente raggiunto, potrebbe avere vita breve. La legge di bilancio in votazione in queste ore in Parlamento prevede nuovi e più esigenti parametri per il mantenimento dell’autonomia delle scuole, giustificati dal Ministro Valditara con il calo demografico. Il numero complessivo delle scuole passerà dalle attuali 7.519 a 6.885 e i primi accorpamenti, riguardanti le scuole sottodimensionate rispetto ai nuovi parametri (900 alunni per istituto, con leggeri correttivi per le zone periferiche) avverranno già con l’anno scolastico 2024-2025. Facile ipotizzare che per la Lunigiana sarà l’occasione per rimaneggiare in peggio l’equilibrio faticosamente raggiunto. (d.t.)
A gioire in particolar modo del nuovo piano di dimensionamento scolastico approvato dalla Provincia è Albiano Magra, lembo estremo di Aulla e della Toscana circondato dal territorio ligure. A suggellare la crescita demografica della frazione aullese alle porte di La Spezia, ad Albiano arriverà l’anno prossimo il tempo pieno alla scuola primaria “Ghandi” e la prima classe della scuola media, oltre che la “dignità” di scuola capofila del nuovo istituto comprensivo.


