Le scuole secondarie e alunni delle medie alle prese con l’orientamento in vista delle iscrizioni al prossimo anno scolastico. Il problema dell’emigrazione scolastica aggravato dalle carenze di offerta dell’istruzione in ambito tecnologico.
Con l’arrivo di dicembre è cominciato il periodo dell’orientamento per alunne e alunni della terza media alle prese con la scelta della scuola secondaria. Secondo i dati del censimento permanente 2020 sono 375 i/le giovani lunigianesi che compiranno 14 anni nel 2023, una stima attendibile di quanti tra il 9 e il 30 gennaio prossimo dovranno presentare la domanda di iscrizione sul sito del Ministero dell’Istruzione. Si tratta di numeri ridotti, se rapportati a quelli di dieci o vent’anni fa o all’estensione del territorio lunigianese, ma a maggior ragione contesi a suon di open day, lezioni di prova, video promozionali ed ogni altro mezzo utile dalle tre istituzioni scolastiche della Lunigiana: il polo liceale che raggruppa il liceo delle scienze umane e il liceo linguistico “Malaspina” di Pontremoli, il liceo scientifico e delle scienze applicate “Da Vinci” di Villafranca e il liceo classico “Leopardi” di Aulla; il polo tecnico-professionale del “Pacinotti-Belmesseri” con sei corsi di istruzione professionale, tre corsi di istruzione tecnica ad indirizzo tecnologico e l’intera gamma di corsi di istruzione tecnica ad indirizzo economico; il liceo paritario Vescovile “mons. Marco Mori” di Pontremoli. Si tratta di un’offerta quantitativamente ampia, ma dalla quale sono assenti quegli indirizzi che rappresentano alcune delle nuove frontiere occupazionali del nostro tempo: elettronica, informatica, biotecnologie, meccatronica, logistica. Nell’epoca della quarta rivoluzione industriale e del boom delle imprese digitali, certificato anche nella nostra provincia dagli ultimi rapporti economici della Camera di Commercio, il settore tecnologico è sostanzialmente scomparso da quando, circa vent’anni fa, fu chiuso l’ITI di Aulla. Tra gli addetti ai lavori, negli ultimi anni, sono aumentate le lamentele su una crescita dell’emigrazione scolastica degli studenti lunigianesi, soprattutto verso La Spezia, che mette in crisi un sistema di istruzione già duramente provato dalla crisi demografica.

Ma al netto degli studenti che scelgono scuole fuori dal territorio per maggior comodità rispetto alla loro residenza – si pensi a gran parte degli studenti di Fosdinovo, a quelli della popolosa Albiano, di Caprigliola o Montedivalli – i giovani lunigianesi che decidono di frequentare scuole superiori fuori dal territorio di residenza si concentrano in larghissima maggioranza negli istituti tecnici ad indirizzo tecnologico di La Spezia, dove possono acquisire competenze che la scuola del nostro territorio non fornisce. Se il fenomeno della “fuga” dalle scuole del territorio rappresenta un problema, le cause non risiedono in una non meglio precisata attrazione per la città (comunque del tutto comprensibile per un adolescente che vive in borghi spopolati), ma principalmente in un’offerta formativa nelle scuole tecniche e professionali profondamente da rivedere, anche alla luce di alcuni dati degli ultimi anni, come la prolungata assenza di iscrizioni ai servizi sociosanitari, gli esiti occupazionali non particolarmente felici per alcuni indirizzi professionali, certificati dall’indagine Eduscopio appena pubblicata, o la bassissima coerenza tra occupazione e titolo di studio conseguito in alcuni indirizzi tecnici, sempre secondo i dati dell’indagine annuale sulle scuole superiori della Fondazione Agnelli. Nella scuola secondaria lunigianese, che peraltro dimostra quotidianamente livelli di professionalità elevati tra i suoi docenti, sono state compiute anche scelte positivie: negli indirizzi tecnici, per esempio, il caparbio tentativo di rilancio dell’istituto tecnico agrario di Fivizzano o l’introduzione dell’articolazione Tecnologie del legno a Pontremoli vanno nella direzione di legare la scuola alle peculiarità del territorio. Ma la Lunigiana e i suoi giovani meritano anche l’opportunità di indirizzi di studio che tengano agganciato il territorio e la sua gente alle evoluzioni di un mondo in profonda trasformazione. (d.t.)

La stagione dell’orientamento, come ogni anno è preceduta dall’approvazione da parte del consiglio provinciale del piano dell’offerta formativa e del dimensionamento scolastico, che Palazzo Ducale ha licenziato all’unanimità nella seduta dello scorso 24 novembre. Spetta ora alla Regione l’approvazione definitiva di un piano che per l’anno scolastico 2023-2024 presenta diverse novità anche per la Lunigiana. La più importante, già fonte di diverse polemiche, è la soppressione della direzione didattica di Aulla, una delle cinque rimaste in Toscana, e la contestuale richiesta di istituzione di un nuovo istituto comprensivo ad Albiano Magra, che prevede l’attivazione nella popolosa frazione aullese di una nuova scuola secondaria di primo grado e del tempo pieno nella scuola primaria, a richiesta delle famiglie. Dalla soppressione della direzione didattica nascono quindi tre istituti comprensivi: Albiano, che comprenderà le scuole di Serricciolo, Pallerone, Ragnaia, Podenzana e Montedivalli; Aulla capoluogo e Tresana-Licciana, formato con il trasferimento dell’Istituto “Marsili” di Tresana dal comprensivo “Alighieri” di Aulla al “Cocchi” di Licciana Nardi.



