Nello Olivieri, comandante partigiano in Valsesia

Presentato sabato a Villafranca il libro di Ivan Campagnolo sul patriota di Mocrone

La presentazione in biblioteca a Villafranca del libro sul comandante partigiano Nello Oliveri

“Tra i comandanti partigiani più valorosi di tutta la Resistenza”: così è stato definito sabato pomeriggio a Villafranca quel Nello Olivieri, nato a Mocrone il 31 dicembre 1914, che all’inizio del 1944 aveva scelto di unirsi ai partigiani piemontesi della Valsesia dove morì alla fine di agoso di quello stesso anno. L’occasione per conoscere e riflettere sulla figura del patriota villafranchese è stata la presentazione del libro “Nello Oliveri, vita e morte di un eroe della Resistenza”, frutto delle lunghe e approfondite ricerche di Ivan Campagnolo e che si è tenuta nella sala della rinnovata biblioteca comunale promossa dalla sezione locale dell’Anpi con l’Istituto Storico della Resistenza Apuana e il patrocinio del Comune.
Il saluto dell’assessore Alice Vietina ha preceduto quello di Daniele Todaro, sindaco del Comune di Cellio con Breia, nel cui territorio Nello Quartieri venne ucciso il 27 agosto 1944. Alessio Giannanti (Associazione Archivi della Resistenza), dialogando con l’autore, ha evidenziato i tratti essenziali di questo figlio di Lunigiana, formatosi politicamente all’antifascismo a Villafranca, facente parte di quel gruppo di Mocrone che si riuniva nella casa di Alberico Benedicenti.
Scelse di “emigrare” per combattere, andando a nord, fino a raggiungere il Piemonte e la Valsesia, per essere tra i partigiani delle formazioni comandate dal leggendario Cino Moscatelli. Un libro importante, edito dall’Istituto per la Storia della Resistenza in Valsesia, che esce ad oltre quarant’anni di distanza da un altro saggio fondamentale, “La Spezia combatte in Valsesia” (1979), e che con nuovi documenti e un ricco apparato fotografico, delinea la figura di Nello Oliveri e di altri protagonisti della Resistenza in quell’angolo di Italia dominato dal Monte Rosa. L’autore si è voluto spingere anche ad analizzare nel dettaglio lo scenario nel quale Nello Oliveri trovò la morte.
Uno scenario noto, entro il quale la morte di Olivieri è stata sempre descritta nell’ambito di una imboscata nazifascista. Ora Luca Campagnolo propone anche quella di un possibile tradimento, forse con l’esplosione di un unico colpo fatale che ferì a morte il comandante della brigata “Rocco”, morto dissanguato in pochi minuti. Versioni contrastanti, elementi che non chiariscono quanto avvenuto, ma che sono utili per comprendere un approccio scientifico alla storia. Resta il tragico epilogo, la morte di un uomo valoroso, poi decorato di medaglia d’argento al valor militare. Così come resta il rammarico di non averlo avuto protagonista della costruzione dell’Italia democrativa negli anni del dopoguerra.
La presentazione di Villafranca, partecipata da un folto pubblico giunto anche dalle aree limitrofe, è stata preceduta dalla deposizione di un mazzo di fiori a Mocrone, ai piedi della lapide che dal 1995 ricorda Nello Olivieri.

Paolo Bissoli

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