L’avvio di settembre non rinuncia al caldo

Il tempo dalle velleità timidamente autunnali, gli ultimi giorni di agosto e i primi di settembre, lo si è dovuto essenzialmente ad un cielo più a lungo nuvoloso e a qualche pioggia un poco più duratura. Al primo accenno di ripresa della stabilità atmosferica, le temperature massime diurne sono tornate a salire senza che si sia potuto parlare di un vero e proprio ricambio d’aria. Infatti, tra prime nebbie mattutine nel basso fondovalle e debole regime di brezza, riprendono pure a spuntare i funghi nei boschi che ricoprono i rilievi del nostro territorio. Il riepilogo meteo della stagione estiva, riportato in altra pagina di questo numero del Corriere Apuano, permette qui di avere spazio per la cronaca settimanale e per l’esame delle precipitazioni del solo mese di agosto, conclusosi più asciutto del normale: ad esempio, a Pontremoli, con 55,2 mm, e a Gragnola con 57,2. ‘Centrati’ da un paio di temporali più forti, all’opposto, i pluviometri di Villafranca-Ghiaione (116,4 mm) e Massa (82,6 mm) hanno sorpassato i rispettivi canoni agostani.
Gli ultimi due giorni del mese scorso, umidi e nuvolosi con estemporanee schiarite e un succedersi di piovaschi, brontolìo di tuoni lontani e deboli pioggerelle anche notturne, hanno fatto presagire che, forse, la ruggente estate 2022 si stava preparando al trapasso con esemplare puntualità dopo aver compiuto con zelo eccessivo il proprio dovere.
L’impressione della vigilia ha trovato conferma fino a tutto sabato 3 poiché, pur in assenza di fenomeni di instabilità, anche giovedì 1, tra sole e nuvole a vicenda e vento di tramontana, si avvertiva aria di cambio stagionale piuttosto che di continuazione estiva. Venerdì 2, poi, il tempo avrà mutato intenzioni una decina di volte: velature, schiarite, pioggia lungo la costa e non nell’interno; a seguire, sviluppo di nuvoloni nell’interno, indi temporali in giro per poi tornare a schiarire verso sera. Da segnalare i rovesci intensissimi su Villafranca capoluogo – 52 mm! – contro i 5,8 mm del Ghiaione e il nulla di Fornoli… e queste forti differenze nel piccolo territorio comunale di Villafranca! Il cielo più chiuso si è visto sabato 3, che ha giusto permesso che trascorresse quasi l’intera mattinata senza acquazzoni: alle 12.30, si sono aperte le danze temporalesche condite da rovesci e, al cessare di tuoni e scariche elettriche, dopo le 13.30, si sono comunque rinnovate ad intermittenza pioggerelle per tutto il pomeriggio. Nell’alta Lunigiana, rimasta più a lungo sotto il tappeto nuvoloso di nembostrati e cumulonembi, le temperature massime sono calate in maniera più sensibile.
Da domenica 4, si è assistito, invece, ad una sterzata verso il caldo, quanto meno diurno, con la ripresa delle temperature massime. L’aria, comunque ancora un po’ instabile, non ha garantito cielo sgombro se non nottetempo, al mattino e la sera; durante il dì, le nubi a sviluppo verticale hanno rabbuiato angoli d’orizzonte, specialmente in prossimità dei rilievi montuosi. Lunedì 5, infatti, temporali e conseguenti rovesci si sono verificati nello Zerasco e lungo il tratto dell’Appennino Tosco-Emiliano fra il Lagastrello e il Cerreto. Martedì 6, infine, i piovaschi hanno prediletto la zona della Cisa e del confinante tratto parmense oltre il valico. La pausa anticiclonica è sembrata destinata a concludersi martedì 6, con una giornata parimenti calda.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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