I conti di agosto e dell’estate

Il passaggio dal trimestre estivo a quello autunnale sta avvenendo con la stagione calda che pretende di reclamare ancora spazio, come se non ne avesse avuto abbastanza; la crisi dell’estate si è verificata tra il 20 e il 21 agosto, ma nel prosieguo non è certo mancato un supplemento di temperature ancora elevate, protrattosi in questo primo scorcio di settembre.
Niente e nessuno possono mutare il giudizio malevolo sull’estate, ormai in archivio per la meteorologia e agli sgoccioli secondo la scansione astronomica: troppo lunga, troppo calda, nella prima metà siccitosa e poi punteggiata da temporali rovinosi per grandine, vento e/o spropositi d’acqua concentrata in poco tempo.
In altre parole, una stagione esagerata, problematica, difficile da godere, salvo per quei pochi fortunati che avessero avuto la ventura di trascorrerla in amene località montane oltre i 1000 metri, meglio se intorno ai 1500.
Venendo alla cronaca, tra fasi di caldo torrido, caldo afoso, temporali pomeridiani e il violento fronte perturbato dei giorni 20 e 21, agosto è giunto al termine con temperature, in media, simili a quelle che aveva registrato nei roventi 2003 e 2024: in alcune città e località, il 2026 si è assiso in posizione sovrana, in altre si è accontentato degli altri due gradini del podio.
A Pontremoli, con una temperatura media di 24,5°C (superiore alla norma 1991-2020 di 2,7°C), ha occupato la terza posizione dopo agosto 2003 (25,1°C) e agosto 2024 (24,6°C), mentre come mese estivo in generale è risultato il settimo più caldo dal 1929 dopo agosto 2003, luglio 2026, luglio 2015, luglio 2006, luglio 2022 e agosto 2024. A Villafranca, agosto 2024 ha invece mantenuto la locale posizione suprema, lasciando all’agosto 2026 l’argento e all’agosto 2003 il bronzo.
Classifica non identica neppure per quanto riguarda il trimestre estivo: sia a Pontremoli che a Villafranca, il 2026 e il 2015 sono al primo e al quarto posto, mentre l’estate del 2003 e del 2022 vedono posizioni invertite, con il 2003 al secondo e il 2002 al terzo a Pontremoli e viceversa a Villafranca.
Si tratta di piccole differenze dovute agli scarti minimi – si parla di decimi di grado – fra un mese e l’altro, che rendono possibili queste posizioni ‘incrociate’. Le precipitazioni, come riferito più volte nel corso della stagione, hanno ecceduto nella caratteristica tipicamente estiva della cattiva distribuzione.
Il secco e il caldo prevalenti da metà di giugno fino a metà di agosto, interrotti (il secco) solo da pochi temporali ad evoluzione diurna e mai (il caldo) da una rinfrescata davvero degna di tal nome, hanno permesso di spadroneggiare solo all’intenso fronte perturbato del 20-21 agosto, che in Lunigiana ha recato situazioni alluvionali, smottamenti, frane e conseguenti interruzioni della viabilità tra il Bagnonese e le basse valli del Civiglia e del Taverone. In poche ore, è caduta con estrema violenza la pioggia che si raccoglie in un mese autunnale e distribuita in 10-12 giorni.
Il NW del territorio provinciale, pur chiudendo sopra norma (171,8 mm a Pontremoli, più del doppio), non ha attinto ai livelli occorsi nei Comuni di Villafranca, Bagnone e Licciana, che hanno visto stazioni superare i 300 e persino i 400 mm di accumulo mensile, come a Bagnone, Iera e Fornoli. Villafranca-Ghiaione ne ha ricevuti 270,0, più del triplo della norma, mentre il surplus è risultato più contenuto nella Lunigiana orientale (107,4 mm a Gragnola). Dati di poco inferiori alle attese si riscontrano solo presso la fascia litoranea (Massa 48,4 mm).

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni