A tutto c’è un limite?

Domenica 12 giugno – Santissima Trtinità
(Pro 8,22-31 – Rm 5,1-5 – Gv 16,12-15)

“Ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”: quando Gesù stacca questa frase è alla croce che pensa, allo scandalo della sua carne inchiodata a morte su quel legno destinato a diventare vero snodo della nostra fede, scandalo e confronto a istruire la nostra interpretazione del mondo. Quando Gesù regala ai discepoli quella frase di indicibile verità e tenerezza è alla sua croce che pensa, a quel destino drammatico capace di schiacciare gli entusiasmi, le promesse, le speranze dei discepoli, scandalo talmente enorme da contenere in sé la possibilità reale di ingoiare per sempre tutti i ricordi di una vita insieme, tutti i miracoli, tutte le parole; punto di un possibile non ritorno in grado di sfigurare per sempre il volto di un’esperienza. Perché la croce rimane, simbolo di ogni limite umano a decretare il limite per eccellenza: il limite dell’amore, che in Gesù coincide esattamente con il limite della vita. Questo il grande scandalo che si profila, quello capace di schiacciare ogni nostra speranza: abbiamo imparato da Gesù che si può vivere amando, sì, ma solo fino alla croce. Perché poi è morte e silenzio.
Gesù quando parla pensa alla croce ma pensa anche a tutte le nostre croci, a quelle che ci immobilizzano, a quelle che ci fanno sentire davvero limitati, a quelle che oscurano i nostri occhi: alle malattie, agli amori persi, ai tradimenti, alle incomprensioni… quando Gesù parla pensa anche a tutte le nostre croci, a tutti i momenti della vita in cui noi, semplicemente, ci fermiamo: perché non vediamo più strade percorribili, perché il peso del vivere sembra davvero intollerabile.
Oggi siamo chiamati a portare nel cuore del Vangelo tutto ciò che immobilizza il nostro cuore. Non è detto che siano fatti drammatici, basta pensare alla nostra incapacità di amare fino in fondo, basta pensare al senso del limite che ci brucia dentro quando ci accorgiamo che la vita di fede che sogniamo non trova riscontro nella quotidianità. Basta pensare a quando sentiamo che il Vangelo, per noi, è troppo, troppo pesante.
Quando verrà lui. In questo deserto di vita, in questa pesante immobilità Gesù però aggiunge subito un soffio di speranza. Lui verrà. Qualcosa si muoverà, il vento di una nuova speranza verrà a cercarci: parla dello Spirito Santo, parla di Dio, parla di sé: parla del grande mistero della Trinità. La Trinità verrà a cercarci e ci guiderà a tutta la verità. don Alessandro Deho’

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