Dalla neve alla grandine in vista della Pasqua

È confortante, nel disporsi a scrivere queste note, vedere che le previsioni lasciano abbastanza tranquilli, almeno per i giorni precedenti e immediatamente seguenti le feste di Pasqua. Poi sarà bene che, al più presto, ricompaiano sulle carte dei ‘presagi’ meteo le classiche perturbazioni atlantiche di questo periodo affinché irrorino a dovere le terre che più ne hanno necessità. Nei sette giorni trascorsi, le vicende non sono state delle migliori per la campagna, eccetto l’insistente, provvidenziale pioviggine tra giovedì sera e sabato notte in tutta l’alta Lunigiana. Limpido e radioso, si è rivelato il tempo di martedì 5, ma con un’altra gelata e brinata notturna.
Brina al primo mattino non è mancata pure mercoledì 6, quando però ha preso ad aumentare la nuvolosità allo spirare del vento di libeccio. Il soffio deciso del ‘marino’ fino a tutto sabato mattina, se ha tenuto i nostri versanti occidentali tra Liguria e alta Toscana sotto una coltre di nubi basse per tre giorni, ha prosciugato ancora di più i suoli dei versanti padani, discendendo dai monti al piano con impeto travolgente e recando schiarite e clima secco in Emilia.
Le parziali schiarite di sabato mattina, ancora in presenza di foschia, erano assai sospette e indice di una situazione non ‘risolta’. Infatti, nel primo pomeriggio, l’ingresso del fronte freddo ha visto l’incupirsi del cielo a N e a NW e poi il transito di un temporale, al girare e rinforzare del vento e alla pronta risalita della pressione, nonché altri fenomeni compresa una grandinata che, localmente, si è sfogata a lungo imbiancando completamente il paesaggio. A Pontremoli, il temporale si è protratto dalle 15,50 alle 16,30 circa, così come la grandine che, pur fitta e prolungata, non è andata oltre modesti accumuli nei punti esposti al vento da Est, dominante durante l’evento.
Ben altro spettacolo è apparso agli occhi dei residenti o di chi stava percorrendo la SS 62 della Cisa subito a valle di Pontremoli in direzione di Filattiera: la zona fra S. Giustina, Pala di Scorcetoli e Caprio pare sia stata quella maggiormente colpita dalla tipica ‘strisciata’ di chicchi di ghiaccio caduti dai cumulonembi temporaleschi in trasferta da NW verso SE. Il temporale si è poi diretto verso Bagnone, Licciana e, più marginalmente, Fivizzano. Il resto della Lunigiana non è stato toccato dal fenomeno. Passata la tempesta, più che ‘augelli far festa’ di leopardiana memoria, si è inteso un sensibile calo termico dovuto sia alla precipitazione così intensa che al ricambio d’aria intervenuto: dai 15-16°C precedenti il temporale, un’ora dopo si era scesi a soli 7-8°C.
Con l’ingresso delle correnti di tramontana e il completo rasserenamento della notte di domenica, i termometri sono scesi a 0°C al mattino della Domenica delle Palme, giornata di eccezionale limpidezza. L’aria secca e fresca del pomeriggio non ha lasciato scampo alla notte successiva dell’11, trascorsa anch’essa al gelo e alla brina. Qualche velatura ha appena intaccato l’azzurro di lunedì 11 e martedì 12.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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