“Coinvolgere ogni vostra classe nell’ avventura del Sinodo”: è quanto chiedono i direttori dell’Ufficio scuola della Diocesi, rivolgendosi in particolare agli insegnanti di religione. Un invito caloroso a mettere i giovani in contatto con la Chiesa “cercando di far raccontare loro ciò che hanno dentro e non hanno mai avuto l’occasione di esprimerlo con sincerità e serenità. Siamo certi che voi troverete la formula giusta per ascoltare i loro cuori”.
Già nella prima lettera, ad ottobre, sul tema sinodo e scuola, don Mario Tucci e Walter Fiani avevano proposto ai docenti stessi di essere parte attiva di questo speciale momento per la vita della Chiesa, partecipando “alle varie fasi del sinodo, offrendo alla Chiesa indicazioni, proposte, osservazioni, richieste, problematiche, che possano esprimere, non il risultato di una ricerca sociologica, ma la forza dello Spirito Innovatore che avvolge tutto il popolo di Dio con il Suo amore”.
“Il Papa – proseguono i direttori – chiede a tutti di dare il proprio contributo per fare in modo che all’interno della Chiesa possano giungere le richieste di quelli che non sono ad essa vicine o che addirittura la contrastano. Come insegnanti di Religione, avete il privilegio di essere in contatto con una fascia di età significativa che sarà il futuro della società e della Chiesa. Come sappiamo, molti di questi ragazzi, per diversi motivi, hanno abbandonato l’espressione della fede. Sono anche queste le persone che possono offrire al Papa le proprie critiche, osservazioni e proposte”.
Dunque un appello a portare nella scuola un momento di riflessione sulla storia della Chiesa attuale e di raccogliere quanto gli studenti vorranno raccontare. “Ciò che emergerà dal vostro ascolto, siete pregati di sintetizzarlo, anche per tematiche, ed inviarlo al nostro Ufficio entro la fine di aprile, in modo da rimanere nei tempi tecnici stabiliti dalla CEI. Ci teniamo, molto, – concludono – che tutti voi facciate quanto vi viene richiesto, quali inviati nelle scuole dalla Chiesa locale”.



