Il Green Pass e le celebrazioni liturgiche

Lettera della Presidenza CEI ai Vescovi e alle comunità cristiane per chiarire le nuove disposizioni anti Covid-19

La presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha inviato ai Vescovi e alle comunità cristiane una lettera esplicativa circa l’applicazione delle norme relative al Green Pass obbligatorio dal 6 agosto per una serie di attività e per la partecipazione ad eventi.
“In merito all’ultimo aggiornamento normativo riguardante il Green Pass – si legge nella lettera – condividiamo una scheda informativa al fine di poter informare e orientare la vita delle comunità nei prossimi mesi. La ripresa autunnale delle attività pastorali sarà probabilmente ancora condizionata dalla pandemia. Siamo però convinti che il Cammino sinodale, che entrerà nel vivo proprio dopo l’estate, costituisca un’occasione propizia di rilancio e di accompagnamento delle comunità, oltre che una voce profetica rispetto alle istanze del presente e del futuro”. Alla lettera è infatti allegata una scheda che chiarisce come l’introduzione dell’obbligo di munirsi di certificazione verde (Green Pass) per usufruire di alcuni servizi o prendere parte ad alcune attività determinate dalla Legge non riguardi né la partecipazione alle celebrazioni né alle processioni.
“La certificazione – si legge infatti – non è richiesta per partecipare alle celebrazioni. Si continuerà a osservare quanto previsto dal Protocollo CEI-Governo del 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato Tecnico-Scientifico: mascherine, distanziamento tra i banchi, comunione solo nella mano, niente scambio della pace con la stretta di mano, acquasantiere vuote”.
“Come per le celebrazioni – continua la nota – non è richiesta la certificazione per le processioni. Sono ancora valide le raccomandazioni e le misure comunicate l’11 giugno 2020: obbligo d’indossare la mascherina e di mantenere una distanza interpersonale di 2 m per coloro che cantano e 1,5 m per tutti gli altri fedeli. Ciò, in modo particolare, per evitare assembramenti. Queste misure, tenendo conto della varietà di tradizioni e delle diverse prassi nelle Diocesi, sono ancora attuali e possono continuare a essere garantite. Criteri di riferimento restano il buon senso e l’andamento della situazione epidemiologica nel luogo e nel momento in cui si svolge la processione”.
La nota della CEI chiarisce come la certificazione sia invece obbligatoria, dal 6 agosto, “per accedere ad altre attività organizzate o gestite da enti ecclesiastici, come ad esempio: servizi di ristorazione (anche bar) per il consumo al tavolo, al chiuso; spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive; musei, altri istituti e luoghi di cultura e mostre; sagre e fiere, convegni e congressi; piscine, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, dei centri estivi, e le relative attività di ristorazione”.
Sono infatti esplicitamente esclusi dall’obbligo di possedere la certificazione verde “i partecipanti ai centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione. Questo significa che non è necessario il Green Pass per le persone coinvolte nei centri estivi parrocchiali (oratori estivi, CRE, GREST, ecc…), anche se durante essi si consumano pasti”.
La certificazione è però necessaria “per partecipare ai ricevimenti successivi a celebrazioni civili o religiose (feste di nozze o altre ricorrenze) e per accedere alle RSA. Sono esenti dall’obbligo del Green Pass i minori di età inferiore ai 12 anni e i soggetti esenti sulla base d’idonea certificazione medica”. Il controllo della certificazione spetta agli organizzatori dell’attività.

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