I sindaci in piazza in difesa della dignità del loro lavoro

Anche cinque sindaci locali a Roma alla manifestazione che ha visto la presenza di oltre 600 primi cittadini

I cinque sindaci della nostra Provincia presenti alla manifestazione dell'Anci di Roma. Da sinistra Claudio Novoa, Roberto Valettini, Annalisa Folloni, Gianni Lorenzetti e Matteo Mastrini
I cinque sindaci della nostra Provincia presenti alla manifestazione dell’Anci di Roma. Da sinistra Claudio Novoa, Roberto Valettini, Annalisa Folloni, Gianni Lorenzetti e Matteo Mastrini

Sono stati oltre 600 i sindaci che hanno partecipato, lo scorso 7 luglio, al Consiglio nazionale dell’Anci e alla successiva manifestazione #dignitàperisindaci che si è svolta a Roma. Tra questi presenti anche cinque primi cittadini del nostro territorio: Annalisa Folloni, sindaca di Filattiera, Claudio Novoa sindaco di Mulazzo, Matteo Mastrini, sindaco di Tresana, Roberto Valettini, sindaco di Aulla e presidente dell’Unione di Comuni e Gianni Lorenzetti, sindaco di Montignoso oltre che presidente della Provincia di Massa Carrara. Una manifestazione che aveva come punto focale quello di chiedere al Governo di mettere le basi per un cambiamento positivo a tutela delle Amministrazioni locali, le più prossime ai cittadini, quelle che – e lo si è visto nei mesi difficili della pandemia – sono in prima linea, vicine ai territori, hanno portato la voce di categorie, lavoratori in difficoltà e hanno dato un contributo di soluzioni, proposte, idee e risorse per fronteggiare un periodo così complesso sotto molteplici aspetti. Del resto un sindaco è il rappresentante dello Stato più vicino alle piccole comunità; e per questo, sottolinea il sindaco Mastrini, “occorre dargli la possibilità e la forza di operare al meglio e più rapidamente a favore delle persone, di dare risposte chiare e rapide sempre e comunque. E la risposta non può essere “vediamo” o “non si può fare”, perché si risponde realmente solo con i fatti. Se una strada è chiusa bisogna poterla aprire, e subito, se serve manutenzione ordinaria bisogna che non manchino mai le risorse: in questo è la stessa idea di Stato a dover diventare motivo di riflessione. Lo Stato deve essere presente anche dove si trovano poche persone, lo Stato deve essere soprattutto dove i bisogni sono maggiori”. Per questo, continua il primo cittadino di Tresana “occorre meno burocrazia, occorrono tempi certi e soprattutto occorre che i territori tornino ad essere centrali: no ad una politica distante dai cittadini, sì a una politica fra la gente e per la gente. Il Comune è la casa di tutti i cittadini e il sindaco è il vicino a cui chiedere risposte e dal quale ottenere riscontri. E non è una questione di parte, ma di tutti”.

In particolare, sottolinea la sindaca di Filattiera, Folloni, “sono tre gli aspetti che abbiamo posto all’attenzione per migliorare la qualità del nostro lavoro e di tutti i sindaci dei piccoli comuni d’Italia”. Il primo è quello della retribuzione degli amministratori locali “perché sindaci, assessori e consiglieri dei piccoli Comuni lavorano quanto e come gli altri, sopportano responsabilità e gestiscono vincoli burocratici peraltro con una dotazione di personale che definire minima è un eufemismo. Ma è anche una questione di civiltà: percepire così poco non riconosce e non dà merito al valore dell’impegno di un amministratore per la propria comunità”. Secondo aspetto (punto che ha catturato il centro della manifestazione) è quello legato alla responsabilità penale dei primi cittadini “da anni si susseguono casi che vedono i sindaci, gli amministratori e i dirigenti destinatari di provvedimenti relativi a imputazioni di responsabilità in sede penale, civile, amministrativa ed erariale che si concludono nella stragrande maggioranza con archiviazioni. Insomma vengono chiamati a delle responsabilità gravi, che molto spesso vanno al di là dei compiti che teoricamente dovrebbero competergli”. “è necessario ed urgente – gli fa eco il sindaco di Mulazzo Novoa – che il legislatore riconosca questo ruolo senza umiliazioni nel rispetto della dignità di Sindaci ed amministratori” . Ed infine, conclude la Folloni “chiediamo che la garanzia che il nostro territorio possa essere rappresentato anche in Parlamento, tramite i sindaci locali. Tutti si possono candidare tranne i sindaci, senza dimettersi sei mesi prima; sembra una forma di razzismo istituzionale o qualcuno ha paura del consenso dei sindaci. Non devono averne paura, devono permetterci, come avviene per le altre figure istituzionali, di candidarci”. (r.s.)

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