Più che buone le piogge di metà luglio

Dei dieci giorni di luglio appena trascorsi e dell’ultima settimana in particolare, se ne può trarre un bilancio positivo, almeno per le nostre contrade, che hanno beneficiato del volto amico dei passaggi frontali: una rinfrescata duratura, piogge benefiche, niente temporali grandinigeni o comunque dannosi per burrasche di vento o nubifragi eccessivi, come purtroppo si è visto invece tra Piemonte, Lombardia e Veneto. A seguire, da domenica, il ritorno del regime estivo più classico con sole a volontà, caldo asciutto e ventilato.
Il panorama, altrove, è stato a dir poco disastroso: in alcuni paesi dell’Europa atlantica e centrale, Belgio, Olanda e, per estensione e pesantezza del bilancio di vittime umane e distruzioni, due laender della Germania, che hanno avuto la peggio a livelli quasi inimmaginabili. Il perché sia accaduto e vi siano state così tante disgrazie di persone in uno dei Paesi più avanzati , organizzati, ordinati e, da un punto di vista della custodia ambientale, più virtuosi del pianeta, è domanda che rimbalza da giorni. In merito alle cause si punta il dito sui cambiamenti climatici, giustamente, sperando che sia ormai chiaro che un’atmosfera più calda è potenzialmente più portata ad eventi estremi: senza dimenticare, però, che le alluvioni e le bizze climatiche avvenivano anche una volta e ne sono piene le cronache di ogni latitudine e cultura.
Il maltempo si è poi esteso ad altre nazioni, procedendo verso E-SE (Austria, Ucraina) e recando nubifragi pesanti pure nel Sud della nostra Penisola (a Palermo, in Molise e sul Gargano…).
Tornando alle vicende locali, le precipitazioni si sono verificate in gran parte martedì 13 e mercoledì 14. I rovesci hanno interessato in maniera quasi democratica le nostre convalli e i monti che le coronano, dove più e dove meno, ma senza quelle eccessive differenze tra luoghi anche vicini, spesso tipiche del periodo estivo. Il 14, giorno più irrorato, sono scesi 30,8 mm a Pontremoli, 37,2 a Villafranca e 30,4 a Gragnola. Il cielo si è mantenuto, nei giorni seguenti, da nuvoloso a coperto con qualche altra moderata pioggia o breve temporale (venerdì 16).
Sabato 17, ancora grigiore dominante per buona parte del dì, fino al tardo pomeriggio, quando hanno iniziato a farsi strada timide schiarite. Domenica 18, magnifico e limpido orizzonte e cielo in cui si stagliavano gli altocumuli lenticolari, le nubi indotte dall’interazione tra venti di tramontana e catena appenninica. La circolazione settentrionale, la forte radiazione solare e l’azione stabilizzatrice dovuta all’espandersi dell’anticiclone atlantico hanno creato un forte divario di temperature fra le montagne (ancora molto fresche) e la fascia sublitoranea e costiera, immediatamente tornata a riscaldarsi per effetto foehn.
Quando è ripreso il regime di brezza, tra lunedì 19 e martedì 20, si sono invece riscaldate le aree interne e montane, mentre le ‘marine’ si sono attestate sugli alti valori raggiunti o hanno localmente accusato una lieve diminuzione.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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