Giornata delle Comunicazioni Sociali: “comunicare incontrando le persone come e dove sono”

Celebrata anche in diocesi

Don Alessandro Biancalani

La Giornata mondiale delle comunicazioni sociali appena trascorsa, celebrata come di consueto nella domenica dell’Ascensione del Signore, ha espresso un concetto importante per il tempo che stiamo vivendo: coltivare una grande passione per l’umanità nella quale siamo immersi, per la realtà che ci circonda e per la verità che cerchiamo.
Andando al di là di alcuni passaggi del Messaggio che il Papa rivolge ai giornalisti e più in generale agli operatori della comunicazione, la chiamata “a venire e vedere” che il Santo Padre indirizza a chiunque, riguarda “ogni espressione comunicativa che voglia essere limpida ed onesta”: a partire infatti dagli incontri che il Signore Gesù faceva nella Galilea di duemila anni fa, quel “vieni e vedi” ha rappresentato il modo in cui la fede è stata comunicata nel corso dei secoli. Se questi mesi della pandemia da Covid-19 sono stati caratterizzati dalla grande diffusione degli strumenti digitali per “incontrare a distanza” tra le persone, basti pensare alla “dad” delle scuole, il Messaggio del papa ci ricorda come niente possa mai completamente sostituire il vedere di persona, perché alcune cose si possono imparare solo facendone esperienza.
“Non si comunica – scrive Francesco – solo con le parole, ma con gli occhi, con il tono della voce, con i gesti: la forte attrattiva di Gesù su chi lo incontrava dipendeva dalla verità della sua predicazione, ma l’efficacia di ciò che diceva era inscindibile dal suo sguardo, dai suoi atteggiamenti e persino dai suoi silenzi”.
Celebrata anche in Diocesi, la Giornata dedicata alle comunicazioni sociali ha visto la pubblicazione sul canale YouTube diocesano del messaggio del direttore, don Alessandro Biancalani, che riprendendo alcune considerazioni del Santo Padre, ha ricordato l’impegno dell’Ufficio Comunicazioni Sociali per una informazione sempre più efficace: “cercheremo di essere presenti, di dare opportunità, di essere ‘volano’ di sviluppo, ma nell’ottica di comunicare la presenza di Dio, che facendosi uomo ha cambiato la realtà che noi vogliamo raccontare”.
In questo senso, i social media possono costituire una occasione di incontro e di condivisione dell’esperienza di fede: motivo per cui nel sito web diocesano sono stati evidenziati quelli a servizio della pastorale, che fanno capo agli Uffici Pastorali Diocesani.
“Così il Vangelo riaccade oggi – conclude il papa nel suo Messaggio – ogni qual volta riceviamo la testimonianza limpida di persone la cui vita è stata cambiata dall’incontro con Gesù: da più di duemila anni è una catena di incontri a comunicare il fascino dell’avventura cristiana”.  (df)