La diocesi ha a cuore la tutela del patrimonio ecclesiastico di Fosdinovo

La risposta dell’Ufficio Beni Culturali all’appello della sindaca, Camilla Bianchi

La facciata della chiesa di San Remigio in Fosdinovo

“A Fosdinovo ci troviamo con i cornicioni della chiesa di san Remigio che penzolano sulla strada interna del paese e sulla piazzetta del Camposanto vecchio, un rudere con soffitti sfondati e da un momento all’altro crollerà la parete dove c’è il comignolo”. Non usa mezzi termini, fornendo anche i particolari di altri edifici, la sindaca di Fosdinovo, Camilla Bianchi, che ha lanciato un appello sullo stato di degrado e abbandono di “troppe chiese pericolanti” e altri beni di proprietà ecclesiastica presenti nel territorio comunale. 

Non si è fatta attendere la risposta della Diocesi di Massa Carrara – Pontremoli che, nella persona di don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali, ha espresso la propria posizione con un comunicato in merito. “Per comprendere il problema – si legge – è necessario partire da due importanti presupposti: il patrimonio della parrocchia di San Remigio in Fosdinovo è davvero grande, come lo stesso sindaco sottolinea, inoltre i beni sono di proprietà della parrocchia che è in Fosdinovo, appartengono alla comunità e sono amministrati dal parroco sotto la supervisione della diocesi, quindi del Vescovo”.
La facciata dell’oratorio dei Bianchi a Fosdinovo

Il comunicato fa, poi, riferimento ad un precedente incontro con un rappresentante della Curia vescovile, in cui sono state esaminate le diverse situazioni: la chiesa della Torretta, la chiesa dei Bianchi, la canonica e la piazzetta panoramica. Tempestivamente sono iniziati, con il supporto della diocesi e grazie a un contributo dell’8xmille, i lavori per mettere in sicurezza e consolidare la chiesa dei Bianchi che incombe sulla strada sottostante. Nello stesso tempo, rassicura la Diocesi, si è provveduto a finanziare un impianto per aumentare la sicurezza all’interno della chiesa parrocchiale, che custodisce preziosi beni artistici. Inoltre, in uno scambio di e mail, si è spiegato come non sia possibile aprire più cantieri contemporaneamente. 
Continua don Franceschini: “Partire dalla domanda se ci siano troppe chiese pericolanti – così come denunciava la sindaca di Fosdinovo – impone la considerazione che ci sono tanti e, a volte, troppi edifici sacri rispetto alle risorse e agli abitanti delle comunità, in particolare montane: l’interessamento diretto del ‘primo cittadino’ conforta, in quanto la collaborazione ed il dialogo tra istituzioni crea sempre frutti buoni per il territorio e le comunità”. 

“La diocesi –  specifica il comunicato –  non è rimasta immobile: si è consolidata una frana da un terreno di proprietà della parrocchia, restaurato il tetto della chiesa parrocchiale e le facciate, predisposto il progetto per il consolidamento della canonica, iniziato i lavori alla chiesa dei Bianchi. Nel frattempo la diocesi doveva sostenere oltre 100 parrocchie danneggiate dal terremoto del 2012 e del 2013, dove molte comunità si sono date da fare e molti comuni hanno collaborato per risolvere problemi nonostante le scarse risorse”. 
Rispetto alla possibilità di acquistare certi beni o di averli in comodato d’uso, così come annunciato dalla sindaca, che ha lamentato la mancata risposta della Curia, sarebbe importante avere copia delle richieste per capire cosa non ha funzionato: anche alla diocesi sta a cuore tutelare la sicurezza e salvaguardare il patrimonio ecclesiastico del territorio.
(d.f.)

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