Candelora al sole, ma impera la pioggia

Le previsioni che seguono questa parte di cronaca della rubrica meteo parlano chiaro: ancora pioggia. Che due terzi dell’inverno siano stati segnati da continue precipitazioni, è un dato di fatto, ma si sperava che almeno febbraio potesse offrire un menu diverso. Le prospettive, al contrario, sono di arrivare a metà del corrente mese avendo spesso a mano gli ombrelli.
I pluviografi hanno lavorato di gran lena e la loro attività è stata costantemente verificata dal controllo dei pluviometri a lettura diretta: si va avanti così dai primi di dicembre, tanto è vero che l’ultimo bimestre, a Pontremoli, ha conquistato il podio (3° posto) fra le accoppiate dicembre-gennaio più ricche di precipitazioni dal 1877-1878. Il bronzo spettava al dicembre 1976-gennaio 1977 con 799,8 mm, cumulato che l’edizione 2020-21, totalizzando 809,6 mm, ha fatto retrocedere al 4° posto. Guidano tale classifica il dicembre 2013-14 con ben 911,2 mm e il dicembre 1935-gennaio 1936 con 855,0 mm. Nella ridefinizione della graduatoria in esame sono stati decisivi gli ultimi giorni di gennaio, da capo grigi e bagnati dopo la parentesi secca e limpida del 26.
Di giornate come martedì scorso, visto l’eccesso di umidità e di oscurità atmosferica, ne sarebbero servite molte di più: condizioni asciutte nelle ore centrali del dì, infatti, si sono rinnovate dal 24 al 27, con il 26 interessato da aria secca per un intervallo più lungo tra il tardo mattino e la prima serata, mentre negli altri tre giorni l’igrometro è sceso sotto il 40% solo per 2-4 max 6 ore.
Dal 28, poi, si è imposto per l’ennesima volta il regime a base di nubi basse, pioviggine, pioggia, foschia, nebbia ecc. ecc., tanto caro al mese prossimo a spirare.
I giorni della merla, per i quali sarebbe ormai tempo di coniare un detto di opposto tenore, hanno visto un campionario dei fenomeni citati sopra il 29 e il 30, mentre il 31, a seguire la pioggia residua della notte, si è aperta qualche schiarita tra folate di vento da Nord, anch’esso però piuttosto umido.
Il succedersi veloce di onde perturbate e di effimeri miglioramenti ha proposto, per l’avvio di febbraio, la solita ‘minestra’ lunedì 1 e il nebbione mattutino di martedì 2, giorno della Candelora, rivelatosi poi soleggiato al dissolversi degli strati nebbiosi.
A proposito di Candelora, “se fa sole o solicello / dell’inverno siamo al bello”: come dire che, a dar ragione al vecchio detto, finora si è scherzato e il grosso del freddo deve ancora arrivare. In attesa di sciogliere l’amletico dubbio ai primi di marzo, è tempo di ‘scrutinare’ gennaio per valutarne nel complesso il comportamento. In sostanza, si è accodato al già sperimentato copione di dicembre, risultando però più freddo e senza raggiungerne gli eccessi di nuvolosità, nebbiosità, povertà di sole e frequenza record di precipitazioni.
Il suo ruolo di mese invernale, senza dubbio, lo ha svolto più nelle aree montane e sui rilievi in genere che non in pianura e nelle valli. In montagna, proprio a causa del tempo spesso perturbato e delle storiche nevicate, delle avvezioni non intense, ma frequenti, la temperatura si è tenuta più nettamente al di sotto della norma rispetto ai ‘piani bassi’, dove la mancanza delle inversioni e il cielo spesso coperto hanno impedito all’aria fredda di raccogliersi agevolmente.
Il segno ‘meno’ nello scarto dalla norma, va precisato, lo si deve al mutare del periodo di riferimento: non più il 1981-2010, ma il 1991-2020, caratterizzato da inverni meno rigidi. Se gennaio, col cambio di trentennio, passa da una temperatura media ‘normale’ di 4,4°C a una di 5,0°C, ecco che il gennaio 2021 con 4,5°C viene a chiudere un mezzo grado sotto la norma. E quarant’anni fa, quando il riferimento era l’ancor più freddo periodo 1951-80, una media di gennaio di 4,5°C la si sarebbe percepita superiore alla norma!
In tema di precipitazioni, a fronte dei 150-160 mm (120 mm lungo la costa) attesi, ne sono venuti giù più del doppio: 368,4 mm a Pontremoli, 324,0 a Villafranca, 330,6 a Gragnola e 264,2 a Massa. Valori elevati, ma distanti da quelli da primato.
Lo stato del cielo – 6 giorni sereni, 8 misti e 17 coperti – non ha fatto trionfare i raggi solari, apparsi a Pontremoli per 76 ore contro una media di 109 per i mesi di gennaio del periodo 1995-2019. I mesi di gennaio più cupi, con ancor meno sole di quest’anno, furono quelli del 2014 (55 ore) e del 2001 (57 ore), mentre il 2021 si situa al terzo posto pari merito con il gennaio 2013.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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