Tamponi  antigenici rapidi a Pontremoli

Dal 6 gennaio, tutti i giorni, previa prenotazione

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è iniziata mercoledì mattina, 6 gennaio, la campagna di monitoraggio della presenza del virus pandemico a Pontremoli: l’amministrazione comunale ha infatti avviato l’impiego dei test antigenici a tampone rapido acquistati nelle scorse settimane. Si tratta di mille test che saranno effettuati ogni mattina (dalle 8,30 alle 12,30, ma nei giorni di concomitanza con i mercati saranno effettuati nel pomeriggio) fino all’esaurimento delle disponibilità, su tutti i cittadini pontremolesi che vorranno prenotarsi telefonicamente alla segreteria del sindaco (0187.4601235, dalle 8,30 alle 13,30), anche se la priorità verrà data a studenti, operatori scolastici e pendolari: tutti dovranno presentarsi indossando la mascherina e i minori dovranno essere accompagnati da un genitore. Ci si dovrà recare all’orario prestabilito davanti ai portici in piazza della Repubblica, preferibilmente in auto: qui è stato allestito uno spazio per effettuare i prelievi con la modalità drive-through con l’impiego di personale medico ed infermieristico dotato dei dispositivi di protezione individuale necessari e nel rispetto delle regole. Alle persone sarà fatto firmare un modulo per il consenso informato e i referti saranno disponibili in giornata. Con questa iniziativa l’amministrazione comunale vuole “contribuire a prevenire e contenere il più possibile” lo svilupparsi della terza ondata. In particolare “i tamponi che saranno eseguiti cercheranno di offrire un ulteriore strumento di verifica e monitoraggio degli studenti e del personale scolastico alla ripresa dell’attività.

La sindaca Lucia Baracchini, tra le prime persone ad effettuare il tampone
La sindaca Lucia Baracchini, tra le prime persone ad effettuare il tampone

Oltre che ad essi, saranno prioritariamente indirizzati anche a pendolari ed ultra sessantacinquenni”. I dati di eventuali positivi saranno messi a disposizione dell’Ufficio Igiene dell’ASL, oltre che dell’interessato e del medico di famiglia. Dall’amministrazione comunale comunicano inoltre che non appena analoga iniziativa sarà intrapresa dalla Casa della Salute “il Comune di Pontremoli interromperà questa attività mettendo a disposizione del personale sanitario incaricato, come già preannunciato e concordato nel corso delle settimane passate, tutti i test rimanenti”. L’iniziativa ha sollevato alcuni dubbi tra i consiglieri di opposizione Sordi, Battaglia, Bola e Mazzoni che hanno chiesto all’amministrazione se la procedura sia stata concordata con l’Asl o i medici di famiglia; se la struttura dove effettuare i tamponi ha idonee caratteristiche di sicurezza e privacy; chi gestisce le prenotazioni; come è prevista la comunicazione all’ufficio di igiene di eventuali pazienti risultati positivi; come è stato selezionato il personale che effettuerà i tamponi; chi fornisce i dispositivi di protezione al personale. La sindaca di Pontremoli, Lucia Baracchini, da parte sua sottolinea come questa iniziativa “parte da quando è iniziato l’anno scolastico per effettuare uno screening in particolare su studenti ed operatori scolastici asintomatici ed in second’ordine anche su eventuali altre categorie a rischio. Abbiamo provveduto a reperire il materiale necessario ed a verificare la possibilità di far convergere a supporto di analoghi sforzi già ‘in campo’ o in fase di approntamento da parte dell’Asl, Medici di Famiglia e Ospedali. In vista della riapertura degli istituti prevista per lunedì 11 gennaio si è deciso quindi, con i medesimi obiettivi, di avviare questo servizio”.

Paolo Bissoli

Per coinvolgere i medici di famiglia serve un altro tipo di vaccino
Tempi non brevi per la vaccinazione di massa

Una fiala del vaccino per il Covid 19
Una fiala del vaccino per il Covid 19

Cresce l’impazienza tra quanti aspettano che parta la campagna di vaccinazione di massa contro il coronavirus, ma rimbalza anche la domanda: se non si riesce ad utilizzare il mezzo milione scarso di dosi di vaccino Pfizer che arrivano in Italia ogni settimana, come si potranno vaccinare da cinque a dieci milioni di persone al mese, come necessario per raggiungere l’obiettivo dei 40 milioni entro l’estate? Un ruolo decisivo potrebbero averlo i medici di medicina generale che hanno l’esperienza collaudata delle vaccinazioni contro l’influenza stagionale. Che cosa ne pensa il dott. Paolo Arrighi, coordinatore dei colleghi pontremolesi di Lunigiana Medica? “È una possibilità, ma al momento tutto è molto prematuro perché non c’è alcuna indicazione operativa; del resto noi stessi e i nostri collaboratori di studio pur avendo dato tutti la disponibilità ad essere vaccinati non siamo stati ancora convocati”. Non si può fare alcuna previsione sul possibile coinvolgimento diretto dei medici di famiglia nella campagna di vaccinazione? “La sensazione è che si debba aspettare di avere a disposizione un altro tipo di vaccino: le caratteristiche di quello attuale, le modalità di conservazione e di somministrazione sembrano richiedere una organizzazione accentrata. Unica eccezione, le somministrazioni agli ospiti delle RSA che vengono effettuate da medici e infermieri delle Usca”. Quindi si dovrà aspettare almeno il prossimo mese? “Io credo che dovremo avere pazienza almeno fino a quando arriverà vaccino di Moderna che ha caratteristiche diverse e si può conservare a lungo in un comune frigorifero”. Quale messaggio si sente di mandare alla gente? “Che se oggi il vero problema è la tempistica incerta non bisogna però pensare che ci si possa tirare indietro: vaccinarsi è necessario e non bisogna rifiutare questa opportunità, anzi bisogna tenere alta la guardia perché il pericolo resta dietro l’angolo”. Venendo alla situazione, voi medici di famiglia come giudicate il momento attuale dell’emergenza sanitaria? “Sicuramente la situazione a Pontremoli ma anche nel resto della Lunigiana è molto migliorata anche solo rispetto ad un mese fa, lo vediamo anche dal minor numero di tamponi che viene richiesto. Però non possiamo stare tranquilli, anche perché con l’ormai prossima riapertura delle scuole e con più persone che circolano in un sistema di trasporti che non è stato adeguato dobbiamo vedere che cosa succederà: si apre un nuovo capitolo”. (p. biss.)