Per una politica con la ‘p’ maiuscola

Fratelli tutti. Il quinto capitolo dell’enciclica

01PapaFrancescoSi può essere ‘fratelli (di) tutti’ e impegnati nella politica? Papa Francesco, nel quinto capitolo dell’enciclica intitolato “La migliore politica”, ci invita a riscoprire in chiave evangelica questa parola, che può assumere un forte significato: “La buona politica – scrive – è quella posta al servizio del vero bene comune”. Nel senso più alto e nobile del termine possiamo dire che ogni nostra azione è politica, nel senso che può concorrere al bene comune. Nel senso più negativo, ogni situazione della vita (dell’affettività alla pandemia) può essere trascinata in un dibattito superficiale e aggressivo da tifoserie.
Anche i più giovani, spesso riluttanti a tutto ciò che è ‘politico’ in senso stretto, sono selezionati sui social come destinatari di video o immagini che tendono a suscitare in loro emozioni forti, come rabbia, paura, odio. Il Pontefice propone un quadro perfetto della realtà in cui viviamo: le false promesse e la fede nel mercato non risolvono i problemi del mondo; la società moderna è intrisa di correnti politiche che negano il pluralismo per venerare i leader del momento, considerati i ‘salvatori della patria’; Il sovranismo ha portato ad una politica urlata, fatta di slogan e gesti esasperati.
Quello di cui si sente l’esigenza è un nuovo modo di fare politica, che ci consenta di creare una società inclusiva, capace di porre al centro i bisogni della persona e del popolo senza secondi fini. È proprio in tale contesto che torna in auge la parola ‘popolo’ divenuta per molti una parolaccia.
38Encliclica_Fratelli_TuttiPer il Santo Padre la “politica popolare” è l’unica in grado di proporre al popolo un ideale comune di crescita. Il popolarismo, e non il populismo, è il modello da seguire: i politici non devono strumentalizzare il popolo, fomentando le sue inclinazioni più basse ed egoistiche, solo per accrescere la loro popolarità e garantire la loro permanenza al potere. Al contrario, devono rinunciare alle “finte promesse” e dedicarsi alla ricerca di soluzioni! Basti pensare al tema del lavoro: durante le campagne elettorali la ‘soluzione dei problemi lavorativi’ sembra sempre a portata di mano. Poi, chiuse le urne, la questione resta irrisolta, nonostante sia una ‘dimensione irrinunciabile della vita sociale’.
È lo stesso Pontefice a sottolinearne l’importanza: “L’aiuto migliore per un povero non è solo il denaro, che è un rimedio provvisorio, bensì il consentirgli una vita degna mediante l’attività lavorativa”. Papa Francesco delinea l’identikit del buon politico: se “la politica è più nobile dell’apparire, del marketing”, il buon politico è colui che crea legami, costruisce ponti tra le diverse realtà sociali e economiche e si mette al servizio del bene comune; è colui che è capace di farsi promotore di un dibattito che ponga al centro valori considerati comuni a tutti. Affinché vi sia una politica con la ‘p’ maiuscola, quindi, è necessario saper dialogare.
“L’amore sociale e la carità politica – afferma il Papa – si esprimono anche nella piena apertura al confronto e al dialogo con tutti, persino con gli avversari politici, per rendere possibile la convergenza almeno su alcuni temi”. È proprio in tale direzione che deve orientarsi l’impegno dei cattolici, invitati dalla Chiesa, locale e globale, ad una cittadinanza attiva, perché è giunto il momento di prendere coscienza dei guasti della società e di un sistema disattento alle problematiche già messe in luce dalla dottrina Sociale della Chiesa.
Per gli aspiranti politici questo deve essere il punto di partenza, per la costruzione di una società ‘nuova’, orientata al bene comune e alla cultura dell’incontro.

Gruppo diocesano di formazione politica
“P maiurscola”