La scomparsa di Enrico Ferri

Enrico Ferri
Enrico Ferri

È scomparso giovedì 17 dicembre, nella serata, Enrico Ferri. Una scomparsa che ha rattristato il territorio nonostante le condizioni di salute dell’ex sindaco, ex ministro, fossero da tempo peggiorate e che da lungo tempo fosse costretto a convivere con una grave malattia che lo aveva da tempo costretto a lasciare la vita pubblica di cui era stato per molti decenni un assoluto protagonista.
Del resto Ferri per tanti italiani, è ancora il “ministro dei 110 all’ora” quando, nel 1988, fece abbassare il limite massimo di velocità in autostrada, in qualità di Ministro dei lavori pubblici, ruolo che ha svolto dal 1988 al 1989 sui banchi del partito socialdemocratico dell’allora governo De Mita.
Ma i suoi tanti impegni a livello nazionale ed internazionale: come Europarlamentare, dal 1989 al 2004, come deputato, tra il 1992 ed il 1994 nelle file del Psdi, e come Segretario nazionale del Partito Socialista Democratico, dal 1993 al 1995, non hanno certo interrotto il suo legame con la Lunigiana e, soprattutto, con Pontremoli che anzi sono rimasti sempre vivi e profondi sin da quando, nel 1971, divenne pretore al Tribunale di Pontremoli.
Del resto della “Città del Libro”, Enrico Ferri è stato ininterrottamente sindaco dal 1990 al 2004, (e vicesindaco dal 2004 al 2006 in quanto non poteva ricandidarsi dopo tre mandati consecutivi) dapprima con una coalizione di centrosinistra che riuscì, dopo un lungo dominio Democristiano, ad arrivare alla guida della città. Si spostò poi nella coalizione del centrodestra, ed infatti nel 1995 fu confermato primo cittadino con il sostegno di Forza Italia e Alleanza Nazionale. Aderì quindi al CCD, per poi seguire Clemente Mastella nell’Udeur nel 1998. Nel 1999 si mosse in Forza Italia, riprendendo i rapporti con l’amico Luigi Preti. Alle elezioni europee del 1999, si candidò nelle liste del partito guidato da Silvio Berlusconi e fu eletto all’Europarlamento, dove rimase fino al 2004. Si ricandidò a sindaco di Pontremoli nel 2006, ma una spaccatura in seno al centrodestra, favorì il successo del candidato del centrosinistra, Franco Gussoni.

Ricorda oggi il suo impegno per la città, la sindaca di Pontremoli Lucia Baracchini “Le grandi opere infrastrutturali da lui fortemente volute e che hanno valorizzato in maniera indelebile la realtà cittadina, il grande impegno e lavoro necessario per ri – donare ai pontremolesi e a tutti gli amanti della storia e della cultura il Teatro della Rosa, la ristrutturazione delle parti ancora abbandonate del Castello del Piagnaro, la fervida, importante, profonda attività culturale specie in campo giuridico, hanno portato agli onori della cronaca il nome della nostra Città. Il Centro Lunigianese di Studi Giuridici, da lui stesso voluto, organizzato e realizzato, ha visto Pontremoli capoluogo e crocevia culturale grazie alla presenza di esponenti di spicco, ospiti dei tanti convegni internazionali da lui promossi ed organizzati a Pontremoli, e delle più importanti cariche istituzionali del mondo giuridico a livello nazionale e non solo”.

Lascia la moglie Lucia, i quattro figli, Jacopo, consigliere comunale a Pontremoli, Cosimo, deputato di Italia Viva, Filippo e Camilla. I funerali si terranno domenica 20 dicembre alle 15 nel Duomo di Pontremoli.

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