Malgrate: si può continuare a far gruppo anche a distanza

Incontri in videoconferenza su temi di attualità: il disagio giovanile

Il Gruppo Giovanile si incontra “virtualmente”
Il Gruppo Giovanile si incontra “virtualmente”

Sicuramente noi ragazzi del Gruppo Giovanile di Malgrate avremmo preferito riprendere le nostre attività in presenza, ma ciò non è ancora possibile a causa della situazione sanitaria. Quindi, come a marzo e ad aprile, abbiamo ripreso ad “incontrarci” virtualmente il mercoledì sera, per salutarci, parlare un po’, pregare insieme e discutere ogni volta su una tematica diversa.
Un argomento in particolare – il disagio giovanile – ci ha molto interessato ed ha suscitato molte considerazioni. Partendo dagli spunti del filosofo Galimberti e dalla Lettera ai giovani di don Tonino Bello, ci siamo interrogati sul perché sia così difficile vivere la giovinezza oggi. Nonostante l’attuale pandemia, i ragazzi nati in Occidente nel nuovo millennio non devono in alcun modo affrontare le difficoltà delle generazioni passate e neanche quelle dei loro coetanei provenienti da altri continenti. Riguardo a questi ultimi, Galimberti riporta un dato: su circa 2 milioni sdi oggetti di origine asiatica presenti in Italia, ben 400.000 sono imprenditori.
45MalgratePerché loro? Perché non i nostri giovani? Come mai, si chiede un padre veneto, mio figlio non è disponibile in alcun modo a portare avanti l’azienda di famiglia, un’azienda redditizia?
Perché – provoca Galimberti – a 18 anni gli ha regalato la Porche. Sicuramente il disagio giovanile, come tutti i partecipanti all’incontro a distanza hanno sottolineato, non è dovuto solamente al trovarsi “tutto predisposto”, fin da piccoli. Ma sicuramente ciò non porta stimoli alle generazioni odierne ed è anche per questo che, avendo già tutto – mezzi economici, mezzi di trasporto, opportunità – esse cercano di non porre limiti al divertimento, vantandosi molte volte di abuso di sostanze. E perché non si vergognano di superare questo limite? Perché è socialmente accettato, va bene, è cool.
Un altro tema molto importante è la mancanza di valori nei giovani (e non solo) di oggi. Pochi ideali da difendere, una religione dimenticata, la tradizione superata, un’educazione molte volte permissiva: queste sono tutte perdite che influiscono sulla crescita.
Per fortuna non è così per tutti. Qualcuno ha detto che preferisce le nostre chiamate a distanza piuttosto che andare in discoteca, perché è l’amico che conta, anche se distante, ed è Gesù che conta ancora di più e che può costituire l’alternativa al vuoto di valori. Non è facile per un ragazzo essere cristiano, non è “alla moda”, ma se esiste un gruppo, se altri ragazzi sostengono questa scelta, non è poi così difficile, anzi.
Diventa bello anche alzarsi alle 5 di mattina per andare in cammino alla Madonna in Gaggio, è bello fare il campeggio, è bello andare alla Messa e fare le videochiamate con il diacono e gli amici. Se ancora qualche giovane la pensa in questo modo, il futuro può essere migliore e il nostro mondo, così alla deriva, ha speranza di risollevarsi.

Lorenza Liccia

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