Il digitale prezioso alleato del catechismo

Il contributo dell’esperienza di una piccola parrocchia in tempo di Covid

25catechismoQuale catechismo in questi tempi oscuri? Già in tempi ‘normali’ la difficoltà di trasmettere e, soprattutto, di far recepire la Buona Novella ai ragazzi nel periodo della iniziazione cristiana si sta rivelando sempre più grande. Perché? Il discorso ci porterebbe molto lontano ma una cosa è certa: non abbiamo educatori-animatori all’altezza del compito a cui sono stati chiamati per trasmettere la cosa più bella e grande che possediamo, il Vangelo.
E oggi? La cosa è ancora più complicata. Che facciamo, lasciamo perdere ogni cosa in attesa che tutto ritorni normale? Credo che questo darebbe un colpo mortale allo stato già precario in cui viviamo nell’ambito proprio del catechismo.
E allora? Credo, e sono convinto, che il digitale già oggi ma sempre di più possa diventare un prezioso alleato nella trasmissione della fede e nel tenere il contatto con i ragazzi nei loro ambienti di vita. Creare delle piazze e delle sedi virtuali per comunicare che Cristo li sta cercando nelle loro case, allenare il cuore all’ascolto di Dio che parla, di Gesù che entra nelle loro vite.
La cosa non è tanto difficile, occorre però avere passione, il fuoco che arde, l’amore che in qualche maniera trabocca, motivazioni che vanno oltre il ragionare umano; gettare, come si dice, il cuore avanti; chiedere sostanzialmente l’aiuto al Signore. Possiamo dare un piccolo contributo facendo conoscere come ha organizzato e costruito il tutto una piccola parrocchia.
Il catechista (qui si chiama animatore) di ogni classe (qui si chiama squadra, con un colore appropriato) organizza un gruppo digitale con una piattaforma a scelta e nel giorno e nell’ora più opportuni si stabilisce il collegamento per l’incontro già programmato. Sta all’animatore e ai suoi vice preparare e proporre le Sacre Scritture in modo snello, agile ma robusto, servendosi anche di tutti gli strumenti che offrono i media come le parabole o commenti tratti da youtube o altri meccanismi di cui è pieno il mondo digitale.
Certamente l’incontro non può essere pesante ma gioioso e sereno, non preoccupandosi di completare il programma ma di piazzare anche un solo ‘mattone’, una sola parte prevista nell’incontro e, soprattutto, che capiscano e comprendano tutte le parole che sono scritte o che pronunciamo.
In sostanza un modo anche divertente, una forma per cui non si sentano costretti a partecipare ma contenti di esserci. Questo strumento, poi, unito a WhatsApp, ci dà anche la possibilità di collegarci con i genitori e quindi poter più agevolmente comunicare con loro essendo consapevoli delle difficoltà che si incontrano nell’organizzare, anche nei tempi normali, le varie riunioni. (E.B.)

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