Con l’ascolto empatico inizia la relazione di aiuto

Si è svolto a Patigno il campo-scuola di formazione di Azione Cattolica

33campo_PatignoNonostante le restrizioni che hanno caratterizzato l’estate appena trascorsa, si è potuto svolgere regolarmente il campo-scuola di formazione sull’”ascolto empatico” promosso dalla Azione Cattolica diocesana. Un campo residenziale (nel quale, cioè, i partecipanti erano presenti fisicamente) che si è tenuto a Patigno di Zeri, dall’1 all’8 agosto, presso la casa che Azione Cattolica ha in gestione: un ostello dotato di numerosi ed ampi spazi, che hanno consentito il pieno rispetto delle norme anti-covid.
All’iniziativa hanno partecipato gli animatori dell’associazione che sono “in formazione” (giunti al secondo anno del cosiddetto “percorso GIPPI”) e alcuni volontari che stanno svolgendo il servizio civile presso le strutture della Caritas Diocesana (Mensa dei Poveri, Centri di ascolto, Armadio).
Agli undici giovani, guidati da Almo Puntoni, Gianni Cipollini (formatore) e Umberto Magrini (membro della commissione formazione di AC), è stato proposto un percorso di approfondimento sul tema dell’”ascolto in una relazione d’aiuto” basato sul metodo di Robert Carkhuff. Psicoterapeuta, padre fondatore del “counseling”, nel 1988 Carkhuf ha pubblicato “L’arte di aiutare”: celebre volume da cui sono stati tratti gran parte degli esercizi presentati durante il campo. Puntoni, che ha condotto i lavori, ha infatti proposto ai partecipanti una serie di attività teoriche e pratiche volte a chiarire che cosa sia veramente “l’ascolto” e come si possa ascoltare in modo “empatico”.
Il primo passo è stato quello di far valutare ad ogni educatore o volontario le proprie “capacità di partenza”: ogni partecipante, cioè, si è chiesto “quanto e come” è generalmente in grado di accorgersi delle necessità altrui. Le attività si sono poi concentrate sulle fasi successive del processo di aiuto: “prestare attenzione”, “rispondere”, “personalizzare”, “iniziare”.
Diversi i momenti di confronto e attività laboratoriali, in cui i partecipanti hanno impersonato varie tipologie di “helpee” (cioè di soggetto in situazione di bisogno) o di “helper” (operatore chiamato ad aiutare). Per tutta la durata del campo il responsabile della Pastorale giovanile e assistente del settore giovani di AC, don Maurizio Manganelli, è stato presente ai lavori ed ha accompagnato i partecipanti nel loro cammino di fede tramite momenti di preghiera e celebrazioni.
Dalla sera di martedì 4 fino al successivo pomeriggio i partecipanti hanno vissuto l’esperienza del completo silenzio, con la veglia di preghiera “Ascolta. Ritrovare se stessi, incontrare l’altro” seguita dalla giornata di spiritualità: ciascuno nel proprio intimo, lasciandosi interrogare dai molti spunti che don Maurizio ha lasciato loro come stimoli per la riflessione.
Come da tradizione, un giorno è stato poi completamente dedicato ad una gita all’aria aperta: quest’anno si è trattato di un’escursione dalla casa di Patigno al Passo dei due Santi (località Zum Zeri); la passeggiata non è stata però solo una semplice occasione di svago in quanto durante la prima parte della mattinata i giovani, divisi a coppie, hanno cominciato a verificare le loro capacità ricettive mettendosi ciascuno “in ascolto” del proprio compagno di strada. (I.B.)

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