Per Ustica manca l’ultimo pezzo di verità

A quarant’anni dalla strage nella quale morirono 81 persone. Il DC9 venne abbattuto, ma da chi?

27CD9_Ustica“Chiedo un impegno più deciso, più forte e determinato. Chiedo una maggiore attenzione al governo del mio Paese, a livello diplomatico, per farsi consegnare anche l’ultimo pezzo di verità da parte dei Paesi che avevano aerei in volo, quella notte, in quel cielo. Sappiamo che il DC9 è stato abbattuto, ma non sappiamo da chi. Quello che doveva avvenire in quella notte era indicibile”. Lo ha detto al Sir la presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime, Daria Bonfietti, in occasione del 40° anniversario della strage di Ustica, in cui persero la vita 81 persone.
“Una battaglia lunghissima per la verità con difficoltà che abbiamo incontrato all’interno delle nostre istituzioni – ricorda -. Sono stati uomini dell’apparato dello Stato che hanno impedito per troppo tempo di fare progressi in questo cammino. La verità raccontata è stata di cedimento strutturale ma nel ’99 , con il recupero del relitto in fondo al mare, il giudice Priore ci consegnò le reali cause: il Dc9 era stato abbattuto. E questo va ricordato negli anniversari”.
Ripercorrendo l’esperienza personale di quei giorni, Bonfietti, che ha perso il fratello in quella strage, ricorda quel dramma: “Mio fratello stava raggiungendo la moglie e la figlia, in Sicilia, da Bologna. Gli avevo comprato il biglietto, è salito su quell’aereo” e aggiunge di “non aver avuto nessuna comunicazione ufficiale”, ma una telefonata di un’amica, quindi la corsa in aeroporto: “Solo alle cinque e mezzo del mattino, un dipendente dell’aeroporto ha riunito le persone che erano presenti e ci ha detto che l’aereo veniva dato per disperso. Dopo abbiamo pianto e nel tempo è cominciato l’impegno per la verità”.
Era la sera del 27 giugno 1980, quando, nel tratto di mare sopra a Ustica, il DC-9 della compagnia Itavia diretto a Palermo da Bologna, scomparve dagli schermi dei radar, causando una strage e dando vita a una delle vicende giudiziarie più assurde della recente storia italiana. Subito si parlò di cedimento strutturale; un’accusa che pesò sulle sorti della compagnia aerea privata che, anche a seguito di quel fatto, si avviò al fallimento.
Troppi gli interessi in ballo che favoriranno altre “bugie di Stato”, a partire dall’esplosione di una bomba a bordo. Nel corso degli anni e dei processi, emergeranno parti di verità su aerei americani, italiani, francesi e libici presenti in zona quella sera. Ci saranno altri morti legati in modo più o meno evidente a quello che ormai nessuno poteva più definire “incidente”: testimoni scomodi che potevano aiutare a far emergere la verità tutta intera.
A quarant’anni di distanza, dopo sentenze della Cassazione che hanno condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento dei famigliari delle vittime e degli eredi di Aldo Davanzali, proprietario di Itavia, si è ancora in attesa della piena verità sulla strage.

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