Il Viaggio in Italia di Giovanni Gargiolli

Le 200 foto che il fivizzanese, fondatore del Gabinetto Fotografico Nazionale, scattò tra Valle d’Aosta e Sicilia 

Giovanni Gargiolli (1838 - 1913)
Giovanni Gargiolli (1838 – 1913)

L’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, patrocinato dal Ministero dei beni culturali, ospitò, dal 17 novembre 2014 al 30 gennaio 2015, una mostra dal titolo Viaggio in Italia di Giovanni Gargiolli, ripreso dal Concorso nazionale che il Comune di Fivizzano ha organizzato in onore del suo illustre cittadino. A Roma furono esposte 200 fotografie del fondatore del Gabinetto Fotografico Nazionale, struttura ministeriale che ”dalla fine dell’Ottocento ad oggi ha il compito di documentare il patrimonio culturale italiano”.
Dalle fotografie in bianco e nero emergevano paesaggi, borghi, pievi sperdute e antichi dipinti di un’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, di struggente bellezza, “di un’Italia da poco riunificata”. Volontà di Gargiolli, una volta fatta l’Italia e scoperta la fotografia, fu quella di formulare una nuova immagine del Paese, che doveva essere “uno specchio di una Patria vista da cittadini consapevoli, da trasmettere nei libri di testo, nelle scuole, nelle università, per far sì che l’identità e l’unità culturale nazionali divenissero un sentire comune”.
Un viaggio fotografico che si può collegare al viaggio letterario di Guido Piovene, che “negli anni Cinquanta contribuì a rivelare agli Italiani il paese rimessosi in cammino dopo la Seconda Guerra Mondiale”. Quanta attualità si potrebbe leggere in queste annotazioni! Una considerazione particolare merita lo stile di Giovanni Gargiolli, che, poi, è stato lo stile di tutto il Gabinetto, ripresa dal catalogo della Mostra ricordata: “Rispetto ai fotografi coevi, Gargiolli non cerca mai l’idillio, la stranezza, la trasfigurazione della natura. Le note dominanti sono la consapevolezza del valore culturale, di servizio del lavoro svolto, di umanità, né derisa né esaltata, ma mostrata per quello che è, nel paesaggio, nella strada, nella piazza”.
Alla vita di questo grande innovatore, che ha fatto di una passione un’attività artistica, dopo aver operato ad alti livelli anche nell’edilizia, come ingegnere e architetto, ha dedicato un saggio il prof. Amedeo Benedetti, deceduto nel 2017.
A lui va il ricordo riconoscente di tutto il Comune per aver riportato all’attenzione generale figure importanti come quella di Gargiolli (nato a Fivizzano il 18/1/1838, morto a Roma il 10/1/1913), ma anche di Adolfo Bartoli, di Umberto Bassignani, di Emanuele Gerini, di Amalia Calani. Il Concorso fotografico, che è di per sé un grande evento culturale, potrà fornire l’occasione per riproporre il libro di Amedeo Benedetti.

Andreino Fabiani