Grazie, mamme!

Il 10 maggio la Festa

13famiglia2La festa della mamma è una ricorrenza civile celebrata in onore della maternità e dell’influenza sociale delle madri. La prima si tenne in Virginia (Stati Uniti) il 10 maggio 1908 e riscosse tanta adesione da spingere, poi, il presidente Thomas Woodron Wilson a fissarla alla seconda domenica di maggio di ogni anno. In Italia è arrivata attorno agli Anni Cinquanta, con l’aggiunta del forte richiamo al significato cristiano della figura materna. Maggio, infatti, la Chiesa lo dedica a Maria, Madre per eccellenza.
Una festa preziosa come preziosa è ogni mamma (senza nulla togliere ai papà che festeggiamo il 19 marzo). È lei che ha tessuto ogni attimo dei nove mesi di gestazione. Un legame speciale, indissolubile fin da quando è solo un filo ad unire due vite: per le mamme cristiane la consapevolezza di collaborare con Dio alla realizzazione del miracolo della vita.
La poetessa Erica Jong ha scritto “Nessun stato è così simile alla pazzia da un lato, e al divino dall’altro quanto l’essere incinta. La madre è raddoppiata, poi divisa a metà e mai più sarà intera”. Nel grembo materno i bimbi capriolano felici come delfini nel mare mentre la mamma vede ed ammira il cielo, le stelle, i fiori, il sole anche per loro, amandoli ed amando per loro.
Poi la nascita, quando il neonato viene regalato al papà e al mondo. Le mamme sono come le radici per l’albero; la sveglia suona a tutte le ore e, sovente, ha il trillo dell’ugola del pargolo insonne. Al mattino presto la “leonessa” sa che dovrà correre più del leone.
Fare la mamma e costruirsi una carriera è un lavoro al quadrato. Lo hanno fatto anche le nostre nonne, certo, ma le famiglie erano reti strette e non maglie sfilacciate come quelle di oggi dove solo chi ha fortuna può contare sui nonni; gli altri devono ripiegare su nidi e tate, con spese esorbitanti. E tante fanno i salti mortali per conciliare famiglia e lavoro. Donne e mamme che, grazie alla tenacia, alla duttilità, alla fiducia in se stesse rendono materia vivente i loro diritti di mamme e lavoratrici. In tempo di Covid-19, con scuole e asili chiusi, il tema dei figli a casa h 24 è alquanto complicato: se i due genitori lavorano e non ci si può permettere una baby sitter, si deve scegliere chi, fra padre e madre, debba restare a casa.
E quasi sempre rimangono le mamme che, alla faccia della fragilità, se la cavano. Paolo VI asseriva “Onore alle innumerevoli madri che, con incomparabile tenerezza ed eroica prontezza ai sacrifici, rispondono alla loro grande missione affinché la famiglia, divina ed umana istituzione, fra tutte principale, sia nido sacro d’amore, di vita, di crescita…”.
E le mamme divenute angeli, continuano a proteggere i figli da lassù…

Ivana Fornesi