Il futuro del Premio nelle parole del presidente Gianni Tarantola. Intanto è già sicuro lo slittamento ad ottobre del Bancarellino

“Tutto il mondo della letteratura è in grossa difficoltà. Ma in particolare la crisi si sta riverberando sul mondo della distribuzione culturale: librai, edicole, piccoli editori, insomma il nucleo che rappresenta da sempre il cuore del Bancarella”. Il primo pensiero di Gianni Tarantola, presidente della fondazione “Città del Libro”, l’ente che organizza le varie sezioni del Bancarella, è dedicato proprio a coloro che dello storico premio nato nel 1952 ne rappresentano l’ossatura, l’architrave, ovvero i librai. Un concetto che Tarantola sottolinea non a caso, visto che è residente nel paese simbolo dei librai, Montereggio, frazione di Mulazzo che oggi sta vivendo un periodo complesso anche da un punto di vista dei contatti: “Siamo quasi isolati, non c’è internet, molti cellulari non riescono a collegarsi. È una situazione difficile, speriamo passi presto”. Tornando alla crisi del libro, non si può non evidenziare come tutto il mondo del lavoro culturale sia stato sconvolto. Nessuno, tra chi lavora nelle filiere del libro, sa se né come riuscirà a superare questa fase. Soprattutto chi era già in condizioni di precarietà – “il mercato online, con Amazon e altri giganti della distribuzione li sta falcidiando” sottolinea Tarantola – oggi vive nell’angoscia, in un limbo dentro il limbo. La recente riapertura ha portato una piccola boccata d’ossigeno ma le limitazioni previste rendono comunque difficile svolgere l’attività. E bisogna allargare l’inquadratura perché intorno alla scrittura e alla pubblicazione di libri si è sempre mosso molto altro. È sempre stato centrale l’incontro con i lettori, indispensabile momento di promozione dei titoli ma anche di confronto, di verifica del lavoro compiuto e ispirazione per il futuro. Una mancanza che si fa sentire, un concetto che si applica alla perfezione anche al Premio Bancarella i cui tour di presentazione della sestina dei finalisti in giro per l’Italia erano una classica anteprima in attesa della serata della premiazione

“Purtroppo – sottolinea Tarantola – le presentazioni nelle città italiane sono per ora sospese in attesa di sapere come evolverà questo enorme problema. Per ora restano in calendario, ma con tutti i punti interrogativi necessari, gli appuntamenti di giugno a Cesena e a Sesto San Giovanni. Ci auguriamo che possano svolgersi”. Intanto, però, il coronavirus ha già eliminato un’iniziativa: “In occasione delle manifestazioni di Parma capitale della cultura 2020, avevamo in calendario, proprio in questi giorni di primavera, varie iniziative ed incontri nella città emiliana. Tutte purtroppo bruciate dal Covid-19”. Ed intanto è già arrivato il primo rinvio ufficiale per quanto concerne gli appuntamenti delle premiazioni; il Bancarellino, previsto per il 30 maggio, è stato fatto slittare ad ottobre. Tuttavia, in questa fase difficile il Bancarella prova ad andare avanti e a non arrendersi. “Nel nostro piccolo proviamo a dimostrare che non si deve cedere alla disperazione. E sappiamo l’importanza del supporto che può venire dal libro e dalla cultura, un sostegno fondamentale in questa fase così difficile per il Paese”.

Così si sono effettuate le procedure (“seguendo tutti i parametri di sicurezza”) per decidere la sestina di finalisti del Bancarella, che Tarantola rivendica di “ottima qualità”, e si sta procedendo con il medesimo percorso per quanto concerne lo Sport di cui, per ora, sono stati individuati i 20 che saranno scremati dalla giuria presieduta da Paolo Francia. Per ora restano in calendario le canoniche date del penultimo weekend di luglio: quindi, sabato 18 luglio per il Bancarella Sport e domenica 19 luglio per il Bancarella. “Il nostro obiettivo principale, comunque, è di far sì che il premio si possa celebrare con la consueta formula e con la gente in piazza. Questa è la priorità e finché ci sarà una possibilità faremo di tutto per realizzarla, anche spostando la data del Premio. Se invece le difficoltà diventeranno insormontabili, valuteremo con Ignazio Landi, segretario del Premio, e con i componenti della Fondazione di realizzare una cerimonia on line accessibile in streaming, sapendo benissimo che, purtroppo, non sarà la stessa cosa”. (r.s.)



