Atletica: il ricordo indelebile della “gazzella” Orazio Tannini

Si è spento all’età di 70 anni un protagonista delle vicende sportive pontremolesi degli anni Sessanta

Una immagine degli anni '60 Orazio Tannini
Una immagine degli anni ’60 Orazio Tannini

Il mitico “giro di via Roma” era, per gli studenti delle Medie e delle Magistrali di Pontremoli negli anni Sessanta dello scorso secolo, il termine di paragone delle capacità di correre gare di “resistenza” (mezzofondo era un termine ai più sconosciuto). Quando il professor Bianchinotti lanciava la corsa, diverse erano le reazioni: chi teneva a far bella figura o, comunque, ad allenarsi, chi cercava di far colpo sulle belle ragazze per le quali era noto l’istituto che forgiava i futuri maestri, chi si fermava in cima a via Roma a riprendere fiato. Su quel percorso, in un giorno di autunno, i ragazzi che erano abituati a ritmi di corsa “normali” rimasero stupefatti dalla velocità con la quale uno di loro era capace di affrontare la corsa. Velocità, si badi bene, unita alla capacità di mantenere un’andatura proibitiva per i più. Scoprimmo, così, Orazio Tannini (nella foto), di Mignegno, una “gazzella” che lasciava stupefatto per la leggerezza e la resa della falcata anche chi era abituato a correre nel campionato provinciale di corsa campestre organizzato in quegli anni dal Centro Sportivo Italiano (CSI), dove i corridori dell’Atletica Massa (e anche della Lunigiana Orientale) la facevano da padroni. Erano attivi, in quegli anni, a Pontremoli, diversi gruppi sportivi, espressione delle varie parrocchie in cui era suddivisa la città. Tra questi il Gruppo Sportivo S. Nicolò, presente in diverse discipline: tra queste, appunto, la corsa campestre. Venne quindi naturale, per i ragazzi che lo avevano visto correre a scuola, segnalare Orazio ai loro “dirigenti”, poco più avanti in età di loro. Inserito nel campionato 1964-65 a stagione già avviata, Orazio Tannini si impose in modo perentorio fin dalla prima gara cui partecipò, sbaragliando – è proprio il caso di dirlo – la concorrenza. Alla fine della stagione si classificò al quarto posto, con solo tre gare portate a termine, ma la netta superiorità dimostrata indusse i responsabili provinciali del CSI a inviarlo alle finali nazionali di corsa campestre, che si corsero a Cattolica il 4 aprile 1965, in rappresentanza di Massa Carrara. Opposto ad atleti tesserati in società prestigiose, dotato di scarpe poco adatte al percorso, riuscì a conquistare un insperato secondo posto in volata, dietro ad un rappresentante dell’Atletica Riccardi di Milano. Da qui l’invito ad inserirsi in quella prestigiosa realtà. Il passaggio fu ritenuto troppo azzardato, così Tannini passò alla Polisportiva Pontremolese, dove continuò a raccogliere buoni successi fino al ritiro dalle gare. Impiegato anche nella squadra di calcio del S. Nicolò – a onor del vero, più per la capacità di correre senza sosta che per il possesso delle qualità tecniche proprie della disciplina – Orazio ha rappresentato un momento di gloria incancellabile nella memoria di quanti hanno vissuto in prima persona quell’avventura. Gli stessi “ragazzi”, ora che la sua giornata terrena si è conclusa nel riposo eterno della sua Mignegno, lo ricordano con affetto e ammirazione, è proprio il caso di dirlo, immutati. a.r.