Unire il sapere accademico al mondo degli studi locali

Villafranca, le nozze d’oro dell’Associazione “Manfredo Giuliani” per le ricerche storiche ed etnografiche

Villafranca, la sede del Museo Etnografico della Lunigiana
Villafranca, la sede del Museo Etnografico della Lunigiana

La festa dei 50 anni di vita è stata calorosamente adeguata ai contributi apportati dalla Manfredo Giuliani alla conoscenza del divenire storico di un territorio chiamato Lunigiana. La sintesi delle finalità che hanno fatto nascere l’Associazione e i risultati conseguiti sono stati illustrati a Villafranca il 14 dicembre da Germano Cavalli che dal 1969 ne è presidente senza interruzione.
Nasce nello stesso anno in cui il 30 giugno morì lo studioso Manfredo Giuliani a cui è intitolata, uno dei maestri di metodo e di sostegno alla passione per gli studi di storia locale di un gruppo di giovani, tra cui Cavalli che da alcuni anni lo frequentava per motivi di studio e di documentazione, conosciuto grazie al prof. Armando Antiga e diventato amico carissimo. Nel suo intervento il presidente ha richiamato gli elementi essenziali della Manfredo Giuliani, nata come sfida per unire il sapere accademico delle istituzioni e delle Università col mondo comune degli studi locali quando la Lunigiana stava diventando una terra di ricerca importante, fu tenuta a battesimo dall’Accademia Capellini della Spezia.

Il presidente Germano Cavalli con il sindaco di Villafranca, Filippo Bellesi (Foto Massimo Pasquali)
Il presidente Germano Cavalli con il sindaco di Villafranca, Filippo Bellesi (Foto Massimo Pasquali)

I fondatori hanno studiato tutta la storia e la società dell’intera Lunigiana, più ampia della dimensione geografica della valle della Magra facendo ricerche d’archivio, dall’ambito etnografico a quello archeologico di superficie quando furono casualmente rinvenute in breve tempo alcune statue-stele a Canossa, Treschietto, Minucciano e altri luoghi. Dopo la rivoluzione del metodo storiografico della scuola francese delle Annales la “cultura materiale” diventa oggetto preminente di studio, guarda ai ricordi, alle testimonianze orali degli anziani, alle tradizioni con valore di fonte documentaria.
La Manfredo Giuliani ha operato nei suoi 50 anni vicino al popolo e ha arricchito l’identità lunigianese in collaborazione anche con le scuole, suoi primi soci hanno fondato altre associazioni per realizzare “una solida dimensione territoriale”. Le Serate lunigianesi fatte in collaborazione con l’Istituto per la valorizzazione dei castelli hanno sollecitato positivamente la popolazione dei paesi: una “democratizzazione della cultura”.

Il pubblico intervenuto all'assemblea dell'Associazione "Manfredo Giuliani"
Il pubblico intervenuto all’assemblea dell’Associazione “Manfredo Giuliani”

L’Associazione ha contribuito a importanti ricerche e trascrizioni di cultura orale: filastrocche, proverbi, formule di guarigione studiate anche sotto l’aspetto linguistico e dialettologico con consulenza scientifica del grande linguista Giacomo Devoto e dell’allieva Patrizia Bellucci autrice dell’importante saggio Componimenti di letteratura tradizionale lunigianese.
Oggi, nell’era digitale, Germano Cavalli vede il futuro dell’Associazione in una “rivisitazione alla luce dei tempi” con lo stesso entusiasmo e la stessa passione. Altre attività sono state di nuovo richiamate da Giuseppe Benelli mentre tracciava un’essenziale e ben nota biografia di Manfredo Giuliani. Una creatura importante è il Museo etnografico pensato per salvare oggetti della società contadina e pioniere nel settore perché approfondisce cicli completi di produzione (la canapa dalla semina all’abito confezionato). Tramite la Regione Toscana nel 1983 fu invitato a partecipare come esempio innovativo alla Casa delle culture del mondo a Parigi.
Le pubblicazioni sono impegno continuativo, la rivista Studi lunigianesi è al 49° numero; prevale il contenuto miscellaneo, ma sono edite anche monografie tra cui splende la pubblicazione della Cronaca di Antonio da Faye. Rossana Piccioli, curatrice del volume dei 50 anni, ha sottolineato che gli autori degli articoli hanno dato una visione gioiosa della partecipazione alla “M. Giuliani” con senso di coesione e amicizia, valori di cui hanno ringraziato ancora il presidente Cavalli e il sindaco Bellesi.
Il numero di Studi lunigianesi appena edito porta il contributo di 18 persone: in apertura un’ampia conversazione di Rossana Piccioli con Germano Cavalli, repertori di date, nomi, eventi, ricordi personali, qualche sconfinamento celebrativo verso altre iniziative culturali di Lunigiana e chiude con un utile indice di tutti i volumi.

(Paola Bianchi)

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