In volo sulle Apuane, “manifesto di rinascita”

Presentato a Fivizzano il libro di Bogazzi e Marchini “Borghi, paesi e valli delle Alpi Apuane” 

45Apuane2È stato definito, nel corso della presentazione, “il manifesto della Lunigiana”, “una dichiarazione d’amore per questa terra”, “un viaggio fantastico nel territorio apuano”, “un volo sopra cime irripetibili”; si riferiscono tutte al libro Borghi, paesi e valli delle Alpi Apuane, col sottotitolo Connotazioni storico geografiche, naturalistiche e di costume nella biodiversità del paesaggio.
Curata ed ideata da Guglielmo Bogazzi e Pietro Marchini, l’opera è il risultato di un lavoro a più mani, ben dodici, ciascuna esperta in un particolare settore. Se nei quattro volumi precedenti vengono percorsi e illustrati da oltre 1000 fotografie 300 borghi, castelli, pievi, corsi d’acqua, vette alpine di ineguagliabile bellezza, questo quinto può essere considerato una sintesi dei precedenti, essendo basato su una scelta di temi di carattere generale: geologia, gastronomia, resistenza, maestà, religiosità, biodiversità vegetale. Così il racconto di Maurilio Adriani del viaggio straordinario di Sigerico, estratto dal Bollettino Nazionale di Italia Nostra del 1983, introduce il lettore nel mondo dell’ “arte viatoria, nelle dinamiche e nel significato del pellegrinaggio”.
45apuane1Costantino Paolicchi parla delle cave di marmo “da Michelangelo a Henry Moore” e delle leggende popolari, Damiano Dell’Ercole delle risorse idriche e delle grotte, Riccardo Canesi degli aspetti geografici ed economici, Giovanni Monti e Angelo Mazzoni del paesaggio vegetale, Bogazzi e Marchini dell’artigianato e dei mestieri, Pietro Donati delle maestà, simbolo religioso, ma anche manifestazione di ricchezza della famiglia committente, Lorenzo Principi di san Bernardino di Pietro Guidi, Stefano Pucci delle incisioni rupestri, Rosanna Ercole Mellone delle vette del gusto, Luciana Venutelli racconta la sua “infanzia tribolata”.
Degli autori erano presenti Pietro Marchini, intervenuto in chiusura per ripercorrere le motivazioni che hanno sollecitato lui e Bogazzi a dare gambe, grazie anche alla collaborazione di tanti studiosi, all’idea di approfondire e a far conoscere gli straordinari aspetti del territorio apuano, “dove anche Dio verrebbe, se andasse in vacanza”, e Daniele Rossi, che ha svolto una dettagliata analisi della resistenza sulla linea gotica occidentale.
L’impegnativa ricerca di Rossi ha riguardato i rapporti fra la resistenza di Carrara e quella lunigianese ed, in particolare, di Fivizzano, che ha avuto ben 48 caduti, dopo aver messo in evidenza le caratteristiche ed i comportamenti delle varie forme di opposizione alle forze nazifasciste. Tattico, ad esempio, è stato connotato l’atteggiamento dei massesi, propedeutico all’arrivo delle truppe alleate, deciso all’uso delle armi quello dei carrarini e dei lunigianesi. Questi ultimi soltanto possono essere considerati “veri partigiani, perché è vero partigiano solo chi spara”. Quest’ultima affermazione, nei commenti fuori stanza, non è stata molto condivisa, sembrando ingenerosa e ingiusta verso quanti, pur non sparando un colpo, hanno messo a repentaglio la loro vita a difesa dei perseguitati politici o per razza.
La serata, introdotta dal prof. Carmine Mezzacappa, “ironicamente meravigliato” dal fatto che molti se ne vanno da un territorio che dovrebbe essere invaso da chi abita in città, e dalle note pessimistiche di Oreste Verini sugli errori del passato e sulla situazione presente, si è conclusa con l’annuncio di Marchini di un sesto volume sulle vie di lizza e, forse, di un settimo sulle leggende apuane. Quindi è stata ripresa la nota ottimistica dell’intervento iniziale di Verini: “Siamo messi male, ma non dobbiamo farci prendere dallo sconforto. Opere come questa sono il ‘manifesto della rinascita’ e possono salvarci. Preservano il passato e valorizzano il presente. I piedi sono ben piantati per terra e ci fanno guardare fiduciosi al futuro, se usiamo bene anche l’immaginazione”.

Andreino Fabiani

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