Luigi Campolonghi il massone fondatore della Lega italiana dei diritti dell’uomo

Presentato a Pontremoli il libro di Claudio Palandrani

Luigi Campolonghi (1876 - 1945)
Luigi Campolonghi (1876 – 1945)

Rinfrescare le conoscenze è stimolo affascinante ha ricordato il sindaco Lucia Baracchini salutando i tanti della massoneria spezzina e massese organizzatori della presentazione a Pontremoli del libro su Campolonghi scritto da Claudio Palandrani, che si è documentato anche sulla tesi di laurea di Arianna nipote dell’importante personaggio pontremolese e presente all’incontro.
Qui una concisa sintesi dei tre interventi.
Giuseppe Benelli ha tracciato la biografia di Campolonghi (1876-1944), autore di Pontremoli una cittadina italiana fra l’80 e il ‘900, scritto quasi tutto in esilio nel 1928, libro di intento documentario e polemico e profondamente ispirato a un prepotente sentimento di nostalgia scrive il celebre nipote Carlo Cassola. “Pellegrino e soldato di libertà” si legge nella lapide nella casa natale in via Ricci-Armani, fu un ribelle, disastrose le sue vicende scolastiche a Parma, Teramo, Bologna finalmente una risicata maturità a Massa dove insegnava lo zio Agnoloni amico del Pascoli. Finiva sempre con l’essere espulso per il suo ribellismo. Coltiva amicizie forti con altri socialisti lunigianesi (Pietro Bologna, Alceste De Ambris, Ceccardo Raccatagliata Ceccardi, Manfredo Giuliani), collabora a giornali con articoli aggressivi procurandosi licenziamenti e arresti, si avvia ad una vita molto movimentata con soggiorni in città italiane e soprattutto in Francia, a Marsiglia, espulso va a Barcellona, rientra in Italia,è a Savona, a Firenze, a Parma partecipa ai moti del 1908. Con l’avvento del fascismo sceglie stabilmente l’esilio in Francia, fonda la Lidu (Lega italiana dei diritti dell’uomo) e a casa sua a Nérac fonda nel 1927 la Concentrazione antifascista che sostiene i fuorusciti di tutte le forze antifasciste e durante la guerra organizza senza successo una legione di combattenti contro il fascismo. Muore il 21 dicembre 1944 a Settimo Vittone. Non rivide come desiderava Pontremoli, le sue spoglie vi tornarono nel 1958.
L’intervento di Claudio Palandrani, storico della massoneria, ha dato risalto a due identità di Campolonghi, ben specificate nel suo libro: in Francia avviò la prima Resistenza da parte di intellettuali che subito capirono che bisognava lottare contro un regime dittatoriale che cominciava a sopprimere i diritti dell’uomo e del cittadino. La Francia non era molto accogliente, Campolonghi è protagonista nel creare strutture e organizzare l’accoglienza di migliaia di esuli, fa cooperative di lavoro agricolo, tratta con lo Stato per assegnare permessi di soggiorno, denuncia inascoltato il riarmo, il confino per ragioni politiche, il patto tra Hitler e Stalin del 1939. Altra identità colpevolmente sottaciuta è che fu massone, come De Ambris, Carlo Sforza, Leonida Bissolati, Ceccardo Raccatagliata Ceccardi, Eugenio Chiesa, Giovanni Capelini; ebbero difficoltà perché il fascismo mise fuori legge la massoneria anticlericale, successe solo in Italia.
In conclusione Michele Marzulli – che ha scritto la prefazione al libro ed è segretario nazionale della Lidu, docente universitario di varie discipline politiche, giuridiche, sociologiche, economiche – ha definito Campolonghi uomo moderno nella visione del mondo e nella ricerca del senso della vita, guidato dall’ideale della libertà e della tolleranza, riassume lo spirito delle terre di Lunigiana che hanno gente che ha saputo andare avanti nonostante tutto. Con appassionata razionalità ha portato l’analisi sull’oggi: i diritti umani sono compromessi, troppe persone non hanno empatia, non sanno capire i problemi degli altri, non hanno cultura e mentalità per capire la realtà. Come Campolonghi ribelle che volle essere operativo, bisogna lottare, i politici si dice che “parlano di pancia” ma lo siamo noi se restiamo inerti, indifferenti, se perdiamo la voglia di essere liberi. Serve una società civile che costruisce legami, denuncia ciò che non va, si autoorganizza e Campolonghi è un esempio funzionale ai problemi del 2020, pertanto è rigorosamente moderno.

(m.l.s.)

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