Si è svolto a Pontremoli un incontro con Zammori sul dramma dei curdi  

39Siria3Interesse e sostegno alla tragedia dei curdi hanno portato Paolo Zammori già sindaco di Filattiera a recarsi ben 15 volte nelle terre da loro abitate, popolo che aveva ben convissuto con altre etnie sotto l’Impero ottomano, ma per interessi petroliferi i vincitori della prima guerra mondiale li hanno divisi fra 4 stati: Turchia, Siria, Iraq e Iran e nell’area dei loro insediamenti si è creata una situazione complessa di guerra civile, in un intrigo di alleanze spesso ribaltate secondo le convenienze di Russia, Stati Uniti, Iran, che finanziano le parti contrapposte e mirano a dare un nuovo ordinamento del mondo muovendo da quest’area di grande interesse strategico legato anche al gasdotto che dall’Asia ex-sovietica deve arrivare nel Mediterraneo fino all’Italia. Zammori è stato nel kurdistan irakeno, nel nord-ovest, dove stanno arrivando molti nuovi profughi dopo che gli americani hanno dato via libera ai turchi di bombardare e comandare su zone abitate dai curdi in Siria.
A Macmour e in qualche altro spazio i curdi fanno funzionare un nuovo sistema culturale e politico-amministrativo che potrebbe rimediare gli insuccessi delle teorie marxiste-leniniste. È il confederalismo che ha come punti fondamentali: rinuncia allo stato-nazione perché ha creato ovunque nomenclature autoritarie e corrotte; superamento di una persistente società patriarcale feudale; non più dominio dell’uomo sulla donna; principio etico che ciò che fa bene è per la società; democratizzare la società senza distinzioni etniche e religiose. A Macmour i 14mila abitanti sono organizzati in unità di quartiere, di zona e coordinamento d’insieme presieduti alla pari sempre da un uomo e da una donna.
C’è proprietà privata ma le attività sono di cooperative, la difesa è affidata a unità di protezione popolare maschile e femminile. È un sistema che non va bene agli arabi, ai russi, agli americani, ai sunniti e agli sciiti, ai turchi che hanno distrutto le comunità che l’avevano avviato, però a livello teorico e pratico potrebbe rimediare alla crisi della sinistra nel mondo. I curdi non credono né ai russi né agli americani (questi hanno finanziato l’Isis e poi l’hanno combattuta), hanno contro il Qatar, l’Arabia Saudita, la Turchia che li considera terroristi e da molto tiene in carcere Ocialan il loro leader.
Un errore enorme gli americani hanno fatto in Iraq sciogliendo l’esercito di Saddam, i soldati sono passati in massa all’Isis, altro errore è stato favorire un predominio degli sciiti sui sunniti: è tutto un impressionante cambio di alleanze, la Siria chiama in aiuto la Russia, che vende armi alla Turchia paese Nato e vuole controllare tutti i curdi.      (m.l.s.)

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