Aulla: la frana annunciata di Stadano si è verificata

Il maltempo ha fatto cedere muro e parte della carreggiata sulla Cisa. Traffico a senso unico alternato in attesa dei lavori di somma urgenza

La frana a Stadano sulla Statale della Cisa
La frana a Stadano sulla Statale della Cisa

Una frana annunciata: alla miriade di smottamenti e frane che flagellano la viabilità lunigianese, la cui contabilità si amplia nella stagione autunnale, da sabato scorso si è aggiunto il cedimento del muro e di parte della carreggiata sulla Statale della Cisa all’altezza di Stadano. A rendere unico questo movimento franoso è proprio il fatto che fosse stato previsto dai tecnici dell’Anas, l’ente proprietario della strada, oltre 20 mesi fa, quando, il primo marzo 2018, la carreggiata in direzione Sarzana fu interdetta al traffico, ristretto sulla sola corsia opposta e regolato da un semaforo. Genio Civile e Anas riscontrarono un’importante opera di erosione sotto strada ad opera del Magra, che metteva a rischio la tenuta dell’unica via di collegamento della Lunigiana lungo il fondovalle, in un tratto peraltro critico anche per i continui movimenti franosi a monte, testimoniati dalle imponenti opere di contenimento costruite in passato. Nonostante la situazione di concreto pericolo di smottamento fosse stata certificata, in 20 mesi, al di là di una posticcia scogliera nel greto del fiume, nulla è stato fatto per ripristinare la normale viabilità. Non sono bastate le interpellanze di consiglieri regionali, le istanze del sindaco di Aulla Valettini, le proteste di diverse forze politiche, gli articoli sulla stampa e le lamentele sui social network. Nemmeno le code che si creavano nei week end estivi, quando l’A15 è satura e gli ignari automobilisti escono al casello di Aulla e si trovavano nuovamente in coda appena fuori dal centro abitato, hanno sortito qualche effetto: per Anas l’intervento sulle Lame non era prioritario. Nelle ultime settimane si era diffusa la notizia che il cantiere fosse stato programmato nel Piano triennale degli interventi dell’Ente: inclusione che garantiva risorse economiche ma tempi indeterminati per l’inizio dei lavori. Le copiose precipitazioni della settimana scorsa hanno ingrossato sensibilmente la portata del Magra e nelle prime ore di sabato 9 novembre un ampio tratto del paracarro, e con esso di un tratto di corsia largo circa un metro, sono franati. Approntato immediatamente il divieto di transito per i mezzi superiori alle 5 tonnellate. Tra questi anche gli autobus del trasporto pubblico locale, deviati sull’autostrada tra Aulla e Santo Stefano Magra. L’Autocisa (2,80 euro il costo di transito tra i due caselli) peraltro era già il percorso scelto da molti automobilisti, esasperati dalla coda nelle Lame e da quelle della critica viabilità a valle. Una situazione al limite del grottesco, in cui paradossalmente il cedimento della sede stradale rappresenta una buona notizia. È già stato annunciato, infatti, l’adozione di un procedimento di somma urgenza per ripristinare la strada a Stadano: il cantiere a questo punto partirà, anche se avrà tempi lunghi perché il maltempo e la portata autunnale del Magra non aiuteranno. Soprattutto: costerà molto di più di un normale intervento programmato e assegnato con gara d’appalto. (d.t.)

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