“Ancorati ai principi di libertà e pluralismo”

Eletto a Roma il Consiglio che guiderà la Fisc per il prossimo quadriennio

45FISCassemblea_2019b“Abbiamo avuto una forte sollecitazione a restare ancorati ai principi della libertà e del pluralismo, che sono una garanzia della vita della comunità, del senso di comunità, di crescita delle coscienze, a partire dal nostro radicamento ecclesiale”.
Lo dice al Sir don Adriano Bianchi, presidente uscente della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), al termine dell’Assemblea nazionale elettiva, che si è svolta a Roma ed ha avuto uno dei momenti di maggior rilievo nella celebrazione dell’Eucaristia presieduta dal presidente della Cei, card. Bassetti. “è emerso il ruolo centrale del nostro contributo in qualità di giornali di popolo e di comunità. Ci è stato chiesto di continuare questo radicamento, questo ascolto continuo del territorio e di raccontarlo bene. In questo troviamo una sollecitazione forte a proseguire nell’identità e nella storia che ci caratterizza senza disperdere un patrimonio che viene dal passato e incrocia il futuro”.
Soffermandosi sull’elezione del nuovo Consiglio, il presidente uscente della Fisc lo considera “un consiglio abbastanza rinnovato con una presenza considerevole di donne”. “La partecipazione femminile è vera, perché non ci sono mai state così tante donne in un Consiglio della Fisc. Abbiamo assistito a un rinnovamento generazionale con nuovi direttori e con una presenza consistente di sacerdoti. Lo testimonia il fatto che il più votato sia don Davide Imeneo”.
Indicando i tempi per l’elezione del nuovo presidente, don Bianchi segnala che entro 60 giorni sarà convocato il Consiglio che lo eleggerà.
45FISCassemblea_2019aNei giorni precedenti l’assemblea, una rappresentanza guidata da don Bianchi, è stata ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In quell’occasione il Capo dello Stato ha dato ai settimanali cattolici la consegna di “stimolare nei nostri concittadini la capacità critica degli avvenimenti e il senso di comunità, senza il quale un Paese non è più tale”, parlando della Federazione come di una “realtà articolata e importante”, di una “presenza preziosa”, di “un bel panorama”.
Riferendosi alla stampa locale, il presidente ha usato l’espressione di “giornali di popolo”, una “definizione che è molto bella, perché dà l’idea di quel che è la sua realtà da cui trae origine, in cui si esprime e a cui si rivolge”. Le 183 testate aderenti, ha aggiunto, “dimostrano che c’è una forte resilienza, malgrado le difficoltà che periodicamente affiorano e anche qualche assalto che ogni tanto involontariamente viene rivolto alla stampa locale o generalmente ai mezzi di comunicazione”, facendo riferimento anche alle “esigenze di carattere normativo cui si è attenti, che sono importanti e che vanno seguite anche da questo Palazzo”.
L’obiettivo principale è quello di “contribuire a mantenere la formazione di coscienze libere e consapevoli di cittadini che abbiano spirito critico e capacità di valutazione, offrendo loro fatti e parametri per interpretarli così che siano consapevolmente partecipi della vita democratica. Questo è il vero presidio della democrazia, questo è il fondamento e l’obiettivo dell’ art. 21”.

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