La scelta di Renzi, tempi e modi incomprensibili

35Matteo_RenziNel giorno in cui i sottosegretari hanno giurano sulla costituzione, dando il via, di fatto, alla piena operatività della nuova ed inedita collaborazione “giallorossa”, è scoppiata l’attesa “bomba” di Renzi, che ha annunciato la formazione di un nuovo partito sottraendo deputati e senatori al Pd e formando un nuovo gruppo parlamentare alla Camera – dove sono necessari almeno 20 deputati – e inserendo la sua manciata di senatori nel gruppo misto.
Siamo nei giorni della grande manifestazione di Pontida, dove Salvini, galvanizzato dal bagno di camicie verdi, spara sulle “poltrone”, ignora gli insulti a giornalisti “ostili”, esibisce sul palco una bambina, inducendo tutti a collegarla con lo scandalo di Bibbiano, anche se poi è risultata essere lombarda…. Nel frattempo, è rinato l’amore con Berlusconi e Fratelli d’Italia e si affilano le armi per le prossime elezioni.
Di fronte ad un centrodestra compatto contro il governo appena formato, sarebbe stato utile e ragionevole pensare che dall’altra parte, quella della neonata maggioranza parlamentare, si sarebbe dovuto trovare ogni sorta di consenso per affrontare le difficili contingenze del Paese.
Per questo l’uscita di Renzi dal PD, anche se nell’aria, non era prevista, almeno a breve termine. Invece, ancora una volta, Renzi prende tutti in contropiede e rischia di far scendere nuvole poco tranquillizzanti sul governo. Se era già difficile dialogare tra realtà fino a ieri non solo distanti, ma anche ostili tra loro, ora le incognite aumentano. Renzi si affanna a telefonare a Conte per assicurargli il suo sostegno, ma il precedente dello “stai sereno”, rivolto a Letta, non è garanzia sufficiente.
Il momento scelto da Renzi è incomprensibile. La segreteria Zingaretti aveva i suoi problemi, visto che in Parlamento gli eletti sono in gran parte legati al vecchio segretario (molti di essi lo seguiranno nella nuova avventura). Se da una parte erano necessari chiarimenti, e la scissione può essere utile in questo senso, dall’altra, diventando l’ago della bilancia nelle determinazioni parlamentari, il peso di Renzi rischia di diventare debordante.
A suo tempo aveva detto che sarebbe uscito dalla politica: un modo originale per farlo! Guardando oltre l’ambizione personale (che chiuderebbe in partenza ogni riflessione), si potrebbe aprire, come sostiene lui, uno spazio tra i moderati e con uomini della stessa Forza Italia.
Chi vivrà vedrà. Oggi, di fronte a un sovranismo spregiudicato e pericoloso per il Paese, nel momento in cui si intravede una nuova alleanza politica che ancora non si sa dove possa condurre, ma che nasce dalla necessità di portare fuori dalle secche un Paese in grave crisi economica e sociale, non c’era affatto bisogno di ulteriori divisioni. Era veramente il caso di pensare al bene comune e di uscire dall’ambito delle grette aspirazioni personali.

Giovanni Barbieri

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