Economia provinciale: ritratto dei consumatori locali tra commercio digitale e km 0

L’indagine della Camera di Commercio: anche nella provincia apuana consumatori più attenti a prezzi e varietà e attratti da modernizzazione e digitale.

I dati del gradimento a livello provinciale (poi sudisti anche tra Lunigiana e Costa) del commercio locale
I dati del gradimento a livello provinciale (poi sudisti anche tra Lunigiana e Costa) del commercio locale

Ripensare il profilo del commerciante “vecchia maniera” per trasformarlo in un vero e proprio imprenditore capace di navigare nel mare aperto dell’era digitale: è questo il profilo dell’operatore del commercio tratteggiato dagli economisti della Camera di Commercio nel Rapporto sull’economia di Massa Carrara del 2018. Un ritratto suffragato dai mutamenti intercorsi nei comportamenti di acquisto del consumatore, che l’ente camerale ha quest’anno analizzato all’interno delle proprie ricerche, completando l’analisi sul lato dell’offerta commerciale – ne abbiamo scritto la scorsa settimana – con un’indagine sul lato della domanda: un questionario rivolto a 300 famiglie di tutta la provincia che ha permesso ai ricercatori della Camera di Commercio di esaminare abitudini di acquisto e il grado di soddisfazione sull’offerta commerciale. I consumatori apuani e lunigianesi spendono mediamente poco più di 700 euro al mese per generi alimentari, non alimentari e ristorazione. In Costa la spesa è del 30% superiore a quella della Lunigiana, dato in linea con il diverso reddito disponibile tra le due zone. è ancora prevalente il recarsi nel negozio tradizionale per fare acquisti (44% degli intervistati, prevalentemente per prodotti di abbigliamento, cura della persona, e culturali o ricreativi), ma il centro commerciale e la grande distribuzione incalzano (soprattutto per gli alimentari, le telecomunicazioni, i generi per la casa) con il 40% degli intervistati che vi si recano, soprattutto in Costa; è in forte crescita anche l’on line: il 10% della popolazione locale fa acquisti tramite internet, il 13% tra i lunigianesi. Il 53% dei lunigianesi va ad acquistare fuori dal proprio comune di residenza ma, sfatando consolidate credenze, in 8 casi su 10 si esce dal proprio comune per fare acquisti comunque in zona.

acquisto cliente Un dato, quello sulla mobilità del consumatore, dipendente da un lato dalla scarsità numerica delle attività commerciali presenti nel proprio comune e dalla ristretta gamma di prodotti offerti, dall’altro dalla ricerca di prezzi più convenienti. Aspetto, quest’ultimo, estremamente rilevante nella scelta dei prodotti: per un terzo degli intervistati il rapporto qualità-prezzo rappresenta l’aspetto più importante nella scelta del prodotto, segue la provenienza “made in Italy”, ricercata da circa un consumatore su 5. Per gli abitanti della Costa un terzo elemento di discrimine è rappresentato dall’accoglienza del punto vendita, mentre per i lunigianesi conta l’etica del prodotto, come ad esempio il “chilometro zero”. Si tratta di dati coerenti con il fatto che quasi il 90% degli intervistati ritiene che il proprio territorio abbia bisogno di un’offerta commerciale più ampia, indicando come aspetti da migliorare la qualità, l’ampiezza dell’offerta, la gamma di prodotti del territorio. Non solo: molto c’è da fare anche in termini di professionalità, orari di apertura, modernità della struttura, etc.: in generale i giudizi sono stati insufficienti, anche se i lunigianesi hanno espresso una valutazione migliore dei propri negozi rispetto a quella dei concittadini della Costa. Decisamente bassa – un dato che potrebbe sorprendere e che dovrebbe essere oggetto di riflessione – la richiesta di nuovi centri commerciali o strutture di medio-grande dimensione. Emerge invece un’esigenza del tutto nuova, per chi è abituato a pensare il commercio in termini tradizionali: un consumatore su due gradirebbe interagire con l’offerta commerciale impiegando le nuove tecnologie; specchi digitali nell’abbigliamento, vetrine interattive, visori 3D e quant’altro necessario all’experience retail, cioè alla “personalizzazione” delle attività di acquisto dei prodotti, non sono più soltanto avveniristiche tecnologie disponibili nella rete commerciale delle grandi metropoli, ma un elemento richiesto con sempre maggior frequenza in aree periferiche come quella apuana, rispetto al quale l’adattamento dell’offerta dovrà essere più veloce di quanto si possa pensare. (Davide Tondani)

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