Il riconoscimento della santità

Con la “Sacra Rituum Congregatio” nel 1969 si dava un impulso decisivo alla riforma delle procedure completata poi nel 1983 da San Giovanni Paolo II. Le norme introdotte di recente da papa Benedetto XVI e da papa Francesco

32santi1Cinquant’anni fa, con una mossa apparentemente tecnica, la Chiesa apriva nuove strade per il riconoscimenti della santità di tanti suoi figli e che ha permesso il raggiungimento della gloria degli altari anche ad alcune figure legate alla nostra diocesi di Massa Carrara – Pontremoli. L’8 maggio 1969, veniva promulgata infatti da San Paolo VI la costituzione apostolica “Sacra Rituum Congregatio”.
Con essa la Sacra Congregazione dei riti, istituita dal pontefice Sisto V il 22 gennaio 1588 con la bolla “Immensa Aeterni Dei”, veniva suddivisa in due nuove entità: la Congregazione per le cause dei santi e l’attuale Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti.
Un mese e mezzo prima, il 19 marzo 1969, lo stesso Sommo Pontefice aveva pubblicato la “Sanctitas clarior”, con la quale si unificavano i due processi – ordinario e apostolico – nell’unico “processo cognizionale” (ora “inchiesta diocesana”), esemplificando così la fase istruttoria della procedura canonica.
La “Sacra Rituum Congregatio” definiva anche la struttura interna della Congregazione, il cui lavoro risultava organizzato in un ufficio giudiziale, retto dal segretario del dicastero; un secondo ufficio, presieduto dal promotore della Fede; e un ufficio storico-agiografico, diretto dal relatore generale.
32santi3Un intervento più radicale fu attuato da San Giovanni Paolo II con la costituzione apostolica “Divinus perfectionis Magister”, promulgata il 25 gennaio 1983. Con essa veniva superata la struttura giuridico-contenziosa del dicastero, la cui procedura doveva invece essere ispirata a criteri e finalità di natura storico-teologica. Il dibattimento processuale veniva sostituito dallo studio degli atti, costituiti da fonti testimoniali e documentali, debitamente presentati in una “Positio”, a sua volta sottoposta allo studio e al giudizio dei vari organi giudicanti del dicastero (Consulta storica, Congresso teologico, Consulta medica, Sessione ordinaria o Plenaria di cardinali e vescovi).
“Fabbrica dei santi” è l’ironico appellativo attribuito impropriamente al dicastero, in quanto vere e proprie fabbriche dei santi sono le famiglie cristiane, le parrocchie, le associazioni cattoliche, gli ordini religiosi maschili e femminili, che delineano un adeguato e diversificato percorso per la santità, con una opportuna formazione e guida al suo raggiungimento.
32santi4Compito della Congregazione non è fabbricare i santi, bensì portare avanti un meticoloso e scrupoloso lavoro di verifica della santità, conseguita mediante la pratica eroica delle virtù, con il martirio o con l’offerta della propria vita per amore di Cristo. Frutto di questo lavoro sono state le numerose beatificazioni e canonizzazioni celebrate nell’ultimo mezzo secolo sotto i pontificati di Paolo VI (15 beati e 61 santi), Giovanni Paolo II (1341 beati e 482 santi), BenedettoXVI (869 beati e 44 santi) e Francesco (778 beati e 892 santi), con un numero complessivo di 3003 beatificazioni e 1479 canonizzazioni.
Numerosi sono stati anche gli interventi di carattere legislativo. Nel 1981, furono redatte due particolari istruzioni: la prima sulla possibilità della beatificazione e canonizzazione dei bambini e adolescenti dai 7 ai 14 anni, la seconda sui criteri e i requisiti necessari per la concessione del titolo di dottore della Chiesa, entrambe approvate da Giovanni Paolo II il 4 maggio 1981. Il 7 febbraio 1983 fu approvata l’istruzione “Normae servandae in inquisitionibus ab Episcopisfaciendis in Causis Sanctorum”, con attinenza particolare alla normativa da seguire nella fase diocesana della procedura canonica.
Tale normativa fu ulteriormente precisata nella istruzione “Sanctorum Mater”, vera e dettagliata guida pratica per una corretta procedura dell’inchiesta diocesana, approvata da Benedetto XVI il 22 febbraio 2007. Due anni prima, il 29 settembre 2005, erano state emanate nuove norme per il rito della beatificazione, che doveva essere celebrata non più a Roma, come disposto da Alessandro VII nel 1662, ma nella Chiesa locale del nuovo beato.
32santi2Il 17 dicembre 2008 fu definitivamente superata l’apparente incompatibilità tra il titolo di martire e quello di dottore della Chiesa con una decisione specifica a questo riguardo. Cinque anni dopo, nel corso del 2013, fu oggetto di approfondite discussioni la possibilità di conseguire l’onore degli altari per i combattenti. Il 4 marzo 2016 Papa Francesco ha approvato le nuove norme sull’amministrazione dei beni delle cause di beatificazione e di canonizzazione.
Per quanto riguarda la Consulta medica, dopo un intervento di Benedetto XVI del 2009, che ampliava il numero dei membri da 5 a 7, è stato elaborato dal dicastero un nuovo regolamento, approvato da Papa Francesco il 24 agosto 2016. Un anno dopo, l’11 luglio 2017, è stato promulgato il motu roprio “Maiorem hac dilectionem”, con il quale il Sommo Pontefice riconosce l’offerta della vita come nuovo iter per accedere alla beatificazione. L’ultimo intervento legislativo fa riferimento all’istruzione “Le Reliquie nella Chiesa. Autenticità e conservazione”, approvata da Papa Francesco il 5 dicembre 2017.
Un accenno va fatto all’impegno formativo del dicastero. A partire dal 2 giugno 1984 la Congregazione ha istituito uno “Studium”, annualmente frequentato da oltre un centinaio di studenti, per la formazione dei postulatori, dei collaboratori e di quanti a vario titolo sono impegnati alla trattazione delle cause dei santi. In questo ambito va posta anche la pubblicazione, in edizione bilingue latino-italiano, dell’opera monumentale di Benedetto XIV “De servorum Dei beatificatione et beatorum canonizatione”.
Lo specchietto che presentiamo in questa pagina non vuole essere un panorama esaustivo della santità nel nostro territorio diocesano, ma più semplicemente presentare i frutti scaturiti per la nostra diocesi nei cinquant’anni di lavoro della Congregazione, dall’evento straordinario della canonizzazione di Francesco Fogolla ai vari Beati, fino alle cause tutt’ora in corso di alcuni Venerabili e Servi di Dio.
Ovviamente il nostro elenco si riferisce alle cause ufficialmente in corso secondo le norme canoniche, escludendo quei personaggi morti indubbiamente in fama di santità, cui nel corso dei secoli in modo improprio sono stati attribuiti titoli quali “Beato” o “Venerabile”, quali ad esempio mons. Tenderini o padre Francesco da Bagnone. Riscoprire i più recenti frutti di santità della nostra Chiesa locale può essere un frutto delle Esortazioni apostoliche “Gaudete et exultate” e “Christus vivit” con le quali Papa Francesco ci ha invitati ad ammirare il volto più bello e più giovane della Chiesa.

Don Fabio Arduino

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