Collesino in festa in onore della Madonna della neve

32CollesinoLa frazione di Collesino è un insieme di borgate, ognuna con la sua propria autonomia urbana e storica. Trefontane e Castello sono quelle più elevate, situate fra i 600 ed oltre 700 m di altitudine; mentre Chiesa e Nolano sono quelle più basse, circa 590 m. Isolato rispetto al comune di Bagnone, Collesino (per tutti Colsin) è ormai quasi completamente disabitato. Nel periodo invernale infatti solo una manciata di persone rimane nelle antiche case di pietra dense di memorie.
Ma lunedì 5 agosto, festa della Madonna della neve, agli emigranti tornati a ca’ si è aggiunto un bel gruppo di fedeli provenienti dalle frazioni viciniore. Le campane hanno suonato a distesa spandendo gioiosi rintocchi per la celebrazione della S. Messa delle ore 18 solennizzata dai canti del Coro di Vico. Lodevole, davvero, l’unione fraterna dei campanili grazie alle costanti sollecitazioni del parroco don Angelo Boattin che guida ben sette parrocchie a monte di Bagnone.
Una missione delicata, impegnativa, preziosa che necessita anche della fattiva collaborazione dei parrocchiani e del loro sostegno. Nell’omelia il sacerdote ha sintetizzato la storia della Madonna apparsa, nella notte del 4 agosto del 358 a Papa Liberio e ad un patrizio romano. Entrambi li avrebbe invitati a costruire una chiesa là dove al mattino avrebbero trovato la neve. Ed infatti in piena estate il colle Esquilino apparve imbiancato inducendo così il Papa ed il ricco patrizio a mettere mano alla costruzione del primo grande santuario mariano che prese il nome di S. Maria “ad nives”. Oggi S. Maria Maggiore è una delle chiese più importanti e note di Roma.
“Maria – ha sottolineato don Angelo – con il suo “sì” ci ha regalato il Salvatore e con materna premura, come ai servi delle nozze di Cana, ci ripete “Fate quello che Lui vi dice”. La devozione alla Madonna della neve è molto diffusa in Lunigiana in quanto tramandata dai vecchi che, allora, raggiungevano a piedi i santuari a Lei dedicati. Con fede semplice, ma concretamente vissuta.

Ivana Fornesi

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