L’Accademia Giovanni Capellini celebra cento anni di attività culturali

Nel 1919 nacque alla Spezia la Società Lunigianese di Storia Naturale

Piazza del mercato alla Spezia agli inizi del Novecento
Piazza del mercato alla Spezia agli inizi del Novecento

Marco Angella, in occasione del centenario dell’Accademia Lunigianese di Scienze, Lettere e Arti Giovanni Capellini, per ricostruirne la storia ha intervistato Giuseppe Benelli che la presiede dal 2011. Integralmente l’intervista è pubblicata sulla rivista “Il Porticciolo” n. 2 del giugno 2019 sotto il titolo “Personaggi”.
Parte dal folto curriculum vitae dello studioso pontremolese, aggiunge domande sulla Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, sui Premi Bancarella e altre istituzioni in cui Benelli continua a dare il suo impegno, per entrare in argomento sull’Accademia.
Dopo la costruzione dell’Arsenale militare, già progettata da Napoleone ma realizzata da Cavour a metà Ottocento, La Spezia, che era murata dentro “pochi abituri di miseri pescatori e di marinai” (ma l’incanto del suo golfo aveva fatto innamorare i poeti romantici inglesi Byron e Shelley), diventa città tutta ripianificata nell’area a terrapieno nel lato occidentale, si popola di gente di varia provenienza territoriale e sociale e conosce una fioritura culturale di rilievo nazionale che le fa meritare nel 1923 la creazione a provincia autonoma sganciata da Genova.
Diventa come una “capitale” dell’arte in stile liberty e del Futurismo, ha gloriosi insegnanti, poeti e critici (Severino Ferrari, Manara Valgimigli, Lorenzo Costa, Ettore Serra…). Tanto fervore è studiato puntualmente anche da Giovanni Bilotti nei due volumi di “Storia della letteratura spezzina e lunigianese”, edizione Cinque terre 2002.

Chi era Giovanni Capellini

29giovanni_capelliniGiovanni Capellini (Porto Venere 1833 – Bologna 1922) di famiglia economicamente modesta, studia al Seminario a Pontremoli, aiutato e stimolato agli studi scientifici da mons. Luigi Marsili.
Si laurea con lode a Pisa nel 1858. Sui libri e molto perlustrando le terre impara i metodi della geologia, si confronta con molti scienziati. Nel 1861 è nominato professore di geologia all’Università di Bologna, è la prima cattedra di quella disciplina in Italia, la ricopre per oltre 50 anni, è preside di facoltà e rettore per cinque volte, collabora a molte riviste, è collega del Carducci che in una poesia lo dice “scrutator del sotterraneo mondo”.
Organizza a Bologna celebrazioni con la presenza di scienziati da tutto il mondo. Crea il Museo Geopaleontologico a lui intitolato, i suoi allievi fondano nel 1903 la prima Società Speleologica d’Italia.
Dona all’Università di Bologna 4mila esemplari di materiali fossili. Studia molto anche il suolo lunigianese, la caverna ossifera di Pegazzano e quella di S. Teresa a Est del golfo spezzino. Viaggia anche negli Stati Uniti e in Canada, fa ricerche sui nativi indiani.      

Nel 1919 nacque alla Spezia la Società Lunigianese di Storia Naturale già intitolata Giovanni Capellini e trasformata nel 1924 in Accademia Lunigianese di Scienze, maggiormente adatta a diventare Ente di diritto pubblico per studi e ricerche; ha sede dal 1929 nel palazzo in stile liberty di via XX settembre 148, opera di Manlio Costa costruito con pubblica sottoscrizione.
Dalla geologia iniziale la Giovanni Capellini ha allargato il campo di ricerche alla storia, archeologia, paleontologia, etnografia, demografia, è centro di convegni, conferenze, mostre, pubblicazioni di saggi, ha una biblioteca scientifica e un fondo archivistico di grande importanza, compreso l’archivio personale di Capellini.
Da un secolo ogni anno pubblica le “Memorie”, “Studi e Documenti di Lunigiana”, “Genti e Paesi”, “Erbaspada”: è un insieme di ricerche importanti per conoscere un vasto territorio. Ha pubblicato una serie dedicata alla xilografia, al grande impulso nella cultura artistica spezzina portato da Ettore Cozzani letterato e docente che fondò nel 1909 la rivista “L’Eroica” “per esaltare nella luce della poesia tutte le arti e la vita” e per distaccarsi dal provincialismo così “ruvido e stopposo in cui marciavano i suoi”.
L’Accademia Capellini ha avuto altri collaboratori di rilievo: Camillo Cimati, Fausto Baratta, Ubaldo Formentini, Mario Niccolò Conti, Augusto Cesare Ambrosi, Cesare Bevilacqua e la citazione dovrebbe includere molti altri. Benelli dà rilevanza che Formentini e Ambrosi in particolare hanno capito che “soltanto con una percezione dei rapporti tra uomo e ambiente si può trovare la spiegazione dei fenomeni e degli sviluppi storici”.
Le associazioni culturali sono tante nella Lunigiana storica e il loro compito è, in collaborazione con le Università, conoscere ad ampio raggio un territorio negli accadimenti storici, scientifici, letterari, artistici, nelle tradizioni, nei dialetti, nel folklore, vale a dire capire e amare le persone che lo abitano.

(m.l.s.)

Condividi