A Jera la festa della Madonna “Cica”

La facciata della chiesa di Iera
La facciata della chiesa di Iera

La comunità di Jera, circa quaranta persone residenti durante l’anno, è rimasta legata alle tradizioni dei padri come avviene in tutta la Lunigiana. Domenica 16 giugno, solennità della Santissima Trinità, nella chiesa parrocchiale è stata venerata la Madonna “Cica” (piccola) che ha una storia importante di cui si sta occupando Paolo Lapi.
Nella chiesa, infatti, ci sono due statue mariane: una più grande e l’altra più piccola. Quest’ultima era stata ridipinta di blu per evitare che trapelasse il valore estetico e fosse al riparo dai ladri. Ultimamente restaurata e riportata all’antico splendore per diretto interessamento del parroco don Angelo Boattin.
In passato, quando le bestie rappresentavano l’unica economia per le famiglie patriarcali, la terza domenica di giugno i pastori, prima di salire verso l’alpeggio, festeggiavano la Madonna “Cica” perché li assistesse durante la transumanza.
Ad aumentare la letizia della festa, durante la S. Messa, la cresima della giovane Sara Castè, alla vigilia delle nozze. A conferire il sacramento il parroco don Angelo, per concessione del vescovo mons. Giovanni Santucci.
“Lo Spirito Santo, ha sottolineato don Angelo nell’omelia, ci porta Gesù Verità, la Sua grazia, il Suo Vangelo. I doni del Padre misericordioso. Lo Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio effuso nei nostri cuori custodisce, in noi, la speranza della gloria, permettendoci di non perderci d’animo nelle tribolazioni”.
I fedeli hanno intonato canti corali appropriati. Tutti hanno condiviso la gioia spirituale di Sara augurandole ogni bene, anche con gli applausi spontanei. Al parroco don Angelo, a cui sono state affidate sette parrocchie (Vico, Corlaga, Treschietto, Jera, Collesino, Pastina, Compione), tutta la riconoscenza per il prezioso servizio e la costante preghiera perché, nell’accoglienza e nell’impegno missionario, dia sempre testimonianza della fede nella Trinità.

(i.f.)

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