Correre in rosa per lottare contro il tumore al seno

RACE FOR THE CURE All’iniziativa, nata in America negli anni ‘80 e che si è sempre più diffusa nel mondo, partecipa anche una lunigianese: Midre Pagani Cerutti di Filattiera

La partenza di una gara della Race for the cure
La partenza di una gara della Race for the cure

è una meravigliosa, significativa “onda rosa” quella che invade, annualmente, alcune città italiane e del mondo, nel segno della vita. Immenso dono non indenne da malattie per contrastare le quali, quotidianamente,squadre di medici, scienziati, ricercatori … si prodigano per trovare cure nuove ed efficaci. La carovana “Race for the cure”è un inno gioioso per dire che il cancro al seno si può curare e superare. Importante diffondere e vivere la cultura della prevenzione. A dare il via alla maratona, che quest’anno toccherà anche Matera, il cui fascino dei Sassi è apprezzato nel mondo, è stato, giorni fa, lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ha evidenziato il valore della ricerca costante a vantaggio della salute e di una migliore qualità di vita. La corsa delle donne, a cui si uniscono uomini, giovani e bambini, cresce di numero di anno in anno. Si prolungherà fino al 29 Settembre, con date differenziate. “Race for the cure”, nata a Dallas nel 1982, si è rapidamente diffusa in tanti Stati poiché il tumore al seno è il più diffuso, colpendo una donna su otto. Fortunatamente è anche il male per il quale la ricerca ha ottenuto i migliori risultati, aumentando la speranza. Un progresso costante, frutto del lavoro competente dei ricercatori che hanno saputo migliorare i trattamenti, sia in termini di efficacia che di tollerabilità, offrendo, all’altra metà del cielo provate garanzie. Ed allora si corre indossando una maglietta rosa, per gridare che guarire è possibile. Si corre con la voglia di esserci, con il coraggio che ha cambiato, nel tempo, il modo di vivere la malattia, senza nascondersi, né vergognarsi. Le donne che hanno vissuto una tale preoccupante esperienza vogliono mandare segnali di positività. Da un paio d’anni , parecchi settori sostengono la “ corsa in rosa”, come il Cinema e il mondo dello spettacolo in genere. In prima linea pure donne lunigianesi come Midre Pagani Cerutti di Filattiera, sempre impegnata, in modi diversi, per raccogliere fondi, in primis, per l’Airc. Proprio a lei abbiamo posto un paio di domande. Signora Pagani, qual è il motivo principale che la porta, ogni anno ad aderire alla “corsa in rosa…”? “Il vivere concretamente l’efficace realtà della ricerca, ricca di eccellenze italiane, di competenze diversificate, di tangibile progresso scientifico-sanitario. Un vero giardino dove fioriscono speranze che danno ossigeno ai giorni, forza per combattere le fragilità fisiche e voglia di vivere, in pienezza, il dono dell’esistenza”. Una corsa che è anche solidarietà… “Certamente! Concreta solidarietà che lievita, anno dopo anno, divenendo così solida pianta. In iniziative come questa, di cui stiamo parlando, ciascuno può inserirsi dando il proprio personale ed insostituibile contributo. Insieme si può dare e fare di più. Sempre. Basta crederci!”. Giuste affermazioni che ci sollecitano a guardare la realtà, con occhi non deformati dalla cronaca nera, rallegrandoci del bello e del buono che ci circondano.

Ivana Fornesi

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