Detti e proverbi: un quattro “aprilante” davvero record

15meteoSe si dovesse dar credito ai tanti proverbi e detti che pronosticano il tempo che farà in base alle condizioni atmosferiche di uno o più giorni, questa volta ci sarebbe da incrociare altro che le dita! Più d’uno avrà già intuito il riferimento a giovedì scorso, 4 aprile: meteorologicamente la data clou di tutta la settimana.
L’evento destinato a porre fine al lungo periodo prevalentemente asciutto, infatti, è venuto a coincidere con quei giorni di inizio aprile famigerati per la persistenza di piovosità che possono scatenare secondo certe credenze ben radicate fra la gente: “quarto (o terzo, secondo altre versioni) aprilante, quaranta dì durante”. Come dire: se piove il 3-4 aprile, pioverà per altri 40 giorni; presagio, peraltro, quasi spontaneo e proprio a motivo della frequenza di piovosità piuttosto elevata e tipica del periodo indicato.
I corsi d’acqua minori, rii e canali, sotto quella intensa precipitazione si sono gonfiati nel giro di poche ore da mezzi secchi che erano. E, nelle ore centrali e del primo pomeriggio, pure fiume e torrenti sono andati in piena. Un discreto apporto si era già verificato mercoledì 3, soprattutto in bassa valle, e la neve aveva imbiancato i monti sopra i 1500 m.
15meteo_tabellaAria fredda ha dominato la settimana, ma giovedì la neve è scesa fino a 900-1000 m. La pressione molto bassa dava impeto ad un freddo vento di libeccio e aria fredda veniva altresì rovesciata dai cumulonembi quasi stazionari sulla Lunigiana: in piccolo, una situazione non dissimile da quella ben più duratura e gravosa del 25 ottobre 2011, di infausta memoria.
L’accanirsi del temporale – dopo che aveva interessato i territori zerasco, pontremolese e mulazzese – in una striscia tra Filattiera, Bagnone, Villafranca, Tresana, Podenzana e parte dei Comuni di Licciana e di Aulla, causava il lievitare degli accumuli di pioggia nelle zone suddette in maniera del tutto inattesa, rarissima in primavera. In questa stagione, infatti, piove spesso, ma difficilmente con intensità simili, più consone all’estate e all’autunno.
Ad un certo punto non c’è stato neppure più bisogno di scartabellare diari o registri né di consultare database al pc: tra Villafranca e Tresana, risultavano esser venuti giù dai 150 ai 200 mm di pioggia, cosa mai accaduta in un sol giorno e in questo periodo dell’anno, rimontando fino al 1920.
Così, mentre Pontremoli e altre località, la sera, avevano vissuto il più piovoso giorno d’aprile da un secolo a questa parte, per le aree più subissate dal diluvio trattavasi nientemeno che del massimo apporto giornaliero mai registrato in una data compresa nei primi sette mesi dell’anno, sempre da un centinaio d’anni… e per Bagnone fin dal 1891.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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