“In… chiostro ”: progetto didattico della scuola Primaria di Aulla

Il giardino di S. Caprasio oggetto di ricerca, indagine ed esplorazione

Alcuni studenti nel chiostro San Caprasio ad Aulla
Alcuni studenti nel chiostro San Caprasio ad Aulla

Più di duecento bambini della scuola primaria di Aulla stanno vivendo, attraverso la ricerca, l’indagine e l’esplorazione del sito stesso, un’entusiasmante esperienza di conoscenza di un luogo importante del loro territorio: l’antica abbazia di san Caprasio. Le insegnanti e l’esperta di didattica del patrimonio culturale, Sara Lenzoni, con il progetto intitolato “In…chiostro” presentano agli alunni il rapporto dell’uomo medievale con lo spazio fisico e simbolico, sacro e laico del “giardino”, inteso come luogo delimitato, inserito in una struttura architettonica e adibito alla coltivazione di piante ad uso officinale, alimentare e ornamentale. Il chiostro, concepito quale immagine del Paradiso, ricordava ai monaci la bellezza del creato e i doni che, tramite la natura, Dio aveva dato all’uomo. Il chiostro viene presentato poi come luogo del sapere botanico dei monaci, che vi coltivavano erbe officinali e aromatiche o piante che rimandavano al mondo biblico.

Alcune delle erbe aromatiche coltivate all'interno del chiostro di San Caprasio ad Aulla
Alcune delle erbe aromatiche coltivate all’interno del chiostro di San Caprasio ad Aulla

Sarà a tale scopo mostrata una serie di esempi di chiostri monastici italiani ed europei, per poi rapportarne i caratteri costitutivi alla realtà locale, prima fra tutte quella dell’abbazia di S. Caprasio, il cui chiostro è stato ripristinato nella sua antica immagine di “orto chiuso” in cui la salvia e le rose, l’ulivo e la vite, al pari delle pietre scolpite, avevano, oltre che una funzione pratica, un intento didascalico. Sempre in rapporto con le strutture religiose, viene presentato il “giardino dei semplici”, adibito alla coltivazione di erbe curative, al fine di produrre negli alunni una conoscenza scientifica delle caratteristiche delle piante presentate e, nel contempo, avvicinarli al rapporto tra uomo e natura nel mondo antico. Una parte del progetto interessa il giardino laico nelle corti, dove le piante ornamentali facevano da cornice ai canti, alle danze, agli svaghi dei nobili. Giardini che si mostrarono inclusivi di nuove specie vegetali importate o migliorate nella coltivazione, soprattutto dagli Arabi. Il giardino medievale viene a configurarsi quindi come un luogo d’inclusione di diverse culture e saperi botanici, in linea con la vitalità di relazioni extraterritoriali successiva all’anno Mille. Gli alunni conosceranno altri impieghi, al di là di quello officinale, che erbe e piante avevano nel mondo medievale: verrà quindi fatto un excursus sul loro uso in ambito alimentare, nella cosmesi e nella tinteggiatura dei tessuti, al fine di mostrare le piante come un’indispensabile risorsa per l’uomo di quell’epoca, che alla natura si affidava per guarire, per alimentarsi, per dar voce alla propria vanità. Questo è il terzo progetto attuato dalle scuole primarie di Aulla in collaborazione con il Museo di San Caprasio e quest’anno, a disposizione di un momento di approfondimento didattico, ci sarà anche il professor Romano Capineri, già docente dell’università di Roma, che farà scoprire al microscopio i segreti delle strutture dei vegetali.

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