“ Non abbandonarci alla tentazione ”

44messaleNei giorni scorsi si è parlato molto, anche a sproposito, delle modifiche apportate alla preghiera del Padre nostro e al Gloria. La modifica avviene nell’ambito della nuova traduzione, la terza, del Messale romano, fulcro della preghiera liturgica del popolo di Dio. L’approvazione della nuova traduzione avviene al termine di un percorso di lavori durato circa 16 anni. In questo lasso di tempo si è lavorato per migliorare il testo sotto il profilo teologico, pastorale e stilistico.
È un lavoro poderoso che vuol costituire una “occasione per il rinnovamento della comunità ecclesiale nel solco della riforma liturgica”. Ciò che ha destato curiosità, e qualche polemica, è stata la modifica della preghiera del Padre Nostro là dove si recitava “…e non ci indurre in tentazione”. La formula è stata cambiata in “…e non abbandonarci alla tentazione”.
La cosa è certamente di grande rilievo data la “popolarità” della preghiera insegnata agli Apostoli dallo stesso Gesù e, inevitabilmente, quella più conosciuta e recitata insieme all’Ave Maria.
“Non abbandonarci alla tentazione” è diventata la Notizia, tanto che tutto il resto dei lavori è passato in secondo ordine come se i Vescovi e gli altri collaboratori avessero parlato solo di questo.
Papa Francesco, che a suo tempo, aveva dato il suo parere favorevole a questa nuova dizione. Ma non bisogna dimenticare però che già Papa Giovanni Paolo II ne aveva accennato e che Papa Benedetto XVI l’aveva avallata approvando la nuova traduzione della Bibbia nel 2008.
Se qualcuno ha la pazienza di andare a consultare il cap. 6 al versetto 13 di Matteo vedrà che la nuova traduzione è già presente.
Non c’era da scandalizzarsi neppure con la vecchia traduzione. Il “problema” sta nella parola tentazione. Gesù parlava in aramaico e i Vangeli sono stati tradotti in greco, in latino e, infine, nelle lingue parlate, italiano o francese o tedesco che siano. La parola tentazione non è solo da intendersi come una trappola nella quale il Padre ci vuole infilare. La tentazione può anche essere vista come una prova da affrontare e può avere, se superata, una valenza più che positiva. Il nuovo testo mette in evidenza soprattutto l’amore misericordioso del Padre.

Giovanni Barbieri

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