Momenti di panico al casello autostradale di Pontremoli

Conclusasi positivamente la caccia all’uomo che aveva sparato al casellante

Il casello autostradale di Pontremoli
Il casello autostradale di Pontremoli

Il furto di un’auto, un tentato omicidio con un colpo di fucile, la fuga disperata e poi l’arresto. Questi sono stati i due giorni di straordinaria follia che si sono vissuti a Pontremoli tra sabato e domenica scorsi con una “caccia all’uomo” conclusasi con l’arresto di Anthony Lecchini, 37 enne di Pontremoli. Difficile non usare parole forti per un evento, che più che riguardare l’abituale cronaca della nostra cittadina, pare catapultato dalla trama di un film poliziesco. Del resto sembra proprio da cinema noir l’evento più drammatico, quando sabato, nel tardo pomeriggio, un uomo armato di fucile e con il volto coperto da una maschera raffigurante un teschio si è presentato di fronte al casello autostradale ed ha esploso un colpo in direzione del casellante, Sandro Scaccalossi di Casalina. Fortunatamente l’uomo, vistosi puntare addosso l’arma, ha avuto la prontezza di riflessi di gettarsi a terra ed il colpo ha penetrato il soffitto del casello. Alla guida dell’auto, una Mercedes nera, (rubata in precedenza ad un commercialista pontremolese) c’era Lecchini che, dopo aver sparato, aveva sfondato le barriere e si era dileguato. Da lì è partita la caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine che hanno visionato le telecamere per cercare di individuare l’auto e l’uomo. Pare che fondamentale sia stato l’intervento di un testimone che ha segnalato agli agenti di aver visto un uomo parcheggiare la Mercedes nell’area ex Terni per poi salire su una Ford Fiesta. Le indagini delle forze dell’ordine hanno quindi permesso di risalire al proprietario dell’auto. Così nel primo pomeriggio di domenica, circondata la casa dove risiede Lecchini, in località Casa Corvi, gli agenti hanno intimato all’uomo di uscire, cosa che ha fatto senza opporre alcune resistenza. All’interno dell’abitazione gli agenti hanno ritrovato il fucile, la maschera ed anche la refurtiva di qualche rapina che l’uomo avrebbe realizzato nei giorni precedenti scippando un’anziana e tentando, senza successo, di forzare un bancomat e la cassa automatica del distributore Total. Dietro questo vero e proprio “attacco di follia” compiuto da un uomo descritto come riservato ma senza particolari problemi, sembrano esserci difficoltà economiche – aveva da poco perso il posto di lavoro – ma anche moventi passionali. (r.s.)

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