Il culto di San Francesco nella città di Massa e nella diocesi

Quattro ottobre. Il primo patrono della città apuana fu San Pietro, ma nel XIX secolo la venerazione per il Santo di Assisi ebbe il sopravvento

Duomo di Massa. San Francesco riceve le stimmate. Bassolierilievo marmoreo, XVII sec. (part.)
Duomo di Massa. San Francesco riceve le stimmate. Bassolierilievo marmoreo, XVII sec. (part.)

San Francesco, così conosciuto e caro a molti ambienti religiosi, culturali, giovanili, non è stato il patrono di Massa sin dai tempi antichi. La pieve di Bagnara, nell’attuale piazza Aranci, fondata nel X secolo era dedicata a San Pietro Apostolo che fu, dunque, l’antico patrono della città. Dopo un crescendo che portò la Pieve di San Pietro ad essere elevata al titolo di collegiata con un abate mitrato e un capitolo di canonici nel 1629, ebbe successivamente un periodo di declino fino ad essere demolita nel 1807 durante la dominazione napoleonica per volere di Elisa Bonaparte Baciocchi.
Nel frattempo cresceva l’attenzione dei nobili e quindi della città sulla chiesa di San Francesco costruita nel 1433 come luogo di culto annesso al convento dei francescani; la chiesa fu via via abbellita ed ingrandita anche grazie al contributo del cardinale Alderano Cybo-Malaspina. Con la demolizione di San Pietro divenne il duomo della città ereditando la dignità di collegiata e aggiungendo il titolo del principe degli Apostoli a quello di San Francesco, finché nel 1822 venne eretta la diocesi di Massa Ducale.

Ricostruzione grafica della pieve di San Pietro in piazza Aranci a Massa (Studio ARX)
Ricostruzione grafica della pieve di San Pietro in piazza Aranci a Massa (Studio ARX)

La chiesa di San Francesco e San Pietro ne divenne la cattedrale. Il culto di San Francesco ebbe, in conseguenza di questi cambiamenti, il sopravvento su quello verso San Pietro, senza tuttavia assumere le caratteristiche di un’esperienza di grande coinvolgimento popolare. Non è un caso che non vi sia nella Cattedrale un’immagine particolarmente venerata del santo patrono e che il quadro raffigurante le Stimmate di Francesco, nel dopoguerra, sia stato rimosso dall’altare maggiore dell’omonima cappella e collocato in una parete laterale lasciando il posto, se così si può dire, ad una statua del Sacro Cuore.
A Massa di grande spessore rimasero alcune devozioni non legate ai titoli delle chiese o al calendario ma agli eventi quali la salvezza dalla peste e dalle calamità; in questo contesto la processione di Sant’Antonio da Padova, le feste di Santa Lucia, San Biagio e Sant’Emidio costituirono il fulcro della pietà popolare mentre nella cattedrale la devozione si concentrava sul miracoloso Crocifisso, secondo la tradizione proveniente da Luni, già venerato con grande trasporto del popolo massese nell’antica pieve di San Pietro.
Il culto al Crocifisso ebbe ulteriore slancio dopo la II Guerra Mondiale con l’incoronazione del Cristo e la partecipatissima celebrazione dei “martedì” del mese di marzo poi ripensati come messe stazionali quaresimali.

Cattedrale Massa
L’interno della Cattedrale di Massa

Dal 1988, con l’unione di Massa e Pontremoli e la nascita della nuova diocesi Massensis Apuana, San Francesco è patrono principale della diocesi insieme alla B. V. Maria Assunta, già patrona principale della diocesi di Pontremoli. È solo negli ultimi decenni del ‘900 che la solennità di San Francesco ha assunto un particolare slancio divenendo davvero la festa principale di Massa.
Nel 1992 è stata esposta per la prima volta in Cattedrale l’immagine di San Francesco – opera dello scultore Riccardo Rossi – rivalutando la ricorrenza in particolare con la celebrazione vigiliare del Transito del Serafico Padre con una silenziosa luminaria che inizia dalla chiesa dei Padri Cappuccini. Grande è la partecipazione di fedeli alla Liturgia della Cattedrale e migliaia sono i devoti in visita all’immagine del Santo. Molte sono le iniziative culturali, con una fiera abbastanza importante e soprattutto con una rivalutazione dell’aspetto spirituale e religioso della figura di San Francesco. Grazie alla sensibilità del Vescovo, mons. Giovanni Santucci, negli ultimi anni l’Eucaristia del Patrono ha assunto un carattere diocesano con la partecipazione del Clero, delle comunità parrocchiali con accanto al Vescovo i Pastori della Diocesi Toscane e la presidenza di cardinali o alti prelati della Chiesa Cattolica. Lo scorso anno fu presente per la festa il Segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin; quest’anno presiederà la celebrazione l’Arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori.

Don Luca Franceschini

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