Il difficile cammino per la parità delle donne nello sport

A Pontremoli incontro con Claudia Giordani organizzato dai  Veterani dello Sport  e dal Panathlon   

L'intervento di Claudia Giordani. Al suo fianco i rappresentanti dei Veterani Sporti e del Panathlon
L’intervento di Claudia Giordani. Al suo fianco i rappresentanti dei Veterani Sporti e del Panathlon

Lo sport e le donne. È stato questo il tema affrontato nell’incontro organizzato sabato mattina, nella giornata del Bancarella Sport, dai Veterani dello Sport di Pontremoli e dal Panathlon International Pontremoli Lunigiana. E a tracciare una linea di questo interessante confronto è stata Claudia Giordani, che è stata negli anni ’70 una delle più forti atlete di sci, che dava il suo contributo “rosa” alla famosa valanga azzurra dello sci composta da Thoeni, Gross e tanti altri. Una carriera suggellata dalla medaglia d’argento, nello slalom speciale, alle olimpiadi di Innsbruck del 1976, ed arricchita poi da una medaglia d’oro e una d’argento alle Universiadi di Jaca del 1981. Senza dimenticare i quattro successi ottenuti in prove della Coppa del Mondo e la vittoria di quattordici titoli ai campionati italiani. Dopo il ritiro la Giordani ha comunque continuato a seguire lo sci: ha lavorato come commentatrice sportiva in televisione, dal 1982 è Delegato Tecnico della Federazione Internazionale Sci, FIS TD e nel 2010 è stata eletta presidente del Comitato Alpi Centrali in seno alla Federazione Italiana Sport Invernali.

Il saluto del sindaco, Lucia Baracchini, ai presenti
Il saluto del sindaco, Lucia Baracchini, ai presenti

Ma la sua relazione ha trasceso i suoi importanti successi personali (anche se ha ricordato, soprattutto nella seconda fase del suo intervento, i suoi inizi e soprattutto la gratitudine che deve ai suoi genitori, entrambi valenti sportivi anche se della pallacanestro) centrando principalmente la tematica del rapporto tra lo “Sport e le donne”. Un racconto partito, temporalmente, non lontano dai giorni nostri, e precisamente nel 1967, quando la fondista americana Kathrine Switzer partecipò alla maratona di Boston, allora riservata ai soli uomini. Una corsa che la giovane atleta terminò nonostante durante la gara fu ostacolata da altri partecipanti e dagli stessi organizzatori. “La dimostrazione – ha sottolineato la Giordani – che purtroppo la discriminazione nei confronti del sesso femminile nello sport è presente in tempi non lontani dai nostri”.

Claudia Giordani
Claudia Giordani

E del resto l’integrazione della donna è stato un cammino complesso e difficile che ha visto spesso le donne emarginate e relegate ad un ruolo secondario “alle Olimpiadi del 1926 solo il 3% degli atleti partecipanti era di sesso femminile”. Con il tempo qualcosa è cambiato ma solo alle Olimpiadi del 2012 di Londra si è riusciti ad ottenere che tutte le gare fossero disputate sia a livello maschile che femminile (anzi, addirittura gli uomini non gareggiano in due gare, ginnastica ritmica e nuoto sincronizzato, riservato alle donne) anche se ovviamente non tutto è ancora risolto “basti pensare la situazione dirigenziale. Dalla nascita del Coni si sono alternati più di 700 presidente nei vari settori e solo una volta (nell’equitazione) c’è stata una presidente donna”. La situazione è quindi migliorata, soprattutto in ambito sportivo meno a livello dirigenziale, ma c’è ancora cammino da fare per garantire la piena equità di trattamento nello sport alle donne.

Condividi

Scrivi un commento