Diacono: nella Chiesa servitore per eccellenza

Il Vescovo Giovanni ha conferito l’ordine del diaconato a Vito Piscitello, Fr. Sergio Sessa e Graziano Nanti. La cerimonia si è svolta a Massa in Cattedrale nella messa prefestiva dei Santi Pietro e Paolo. Per Piscitello e Sessa è una tappa verso il sacerdozio. Nanti è diacono permanente.

27diaconi1“Diaconi come dispensatori della carità di Dio”. Il vescovo Giovanni, nella messa prefestiva dei Santi Pietro e Paolo, in Cattedrale a Massa, ha conferito il sacro ordine del diaconato a Vito Piscitello, Fr. Sergio Sessa e Graziano Nanti. I primi due sono studenti di teologia: Vito della sezione distaccata beato H. Newman del Seminario diocesano, mentre Fr. Sergio appartiene alla comunità dei missionari di Maria, fondati dal padre Valfredo Zamperini.
Per loro il diaconato sarà una tappa intermedia, prima di ricevere il sacro ordine del presbiterato, “una tappa – ha ricordato il Vescovo – che, diventando sacerdoti, non sarà superata, ma completata”.
Graziano invece ha raggiunto la mèta finale del suo percorso formativo e andrà ad arricchire la comunità dei diaconi permanenti in servizio per la Diocesi.
La celebrazione ha visto la presenza di numerosi sacerdoti e seminaristi, provenienti anche da fuori Diocesi; tra loro il superiore dei missionari di Maria, padre Rovai, e il responsabile della comunità di Filetto, don Pietro Cantoni. Il rito è culminato nella preghiera consacratoria pronunciata dal Vescovo per mezzo della quale, e con l’imposizione delle mani, ai tre candidati è stato conferito il dono dello Spirito che cambierà definitivamente e irrevocabilmente la loro identità spirituale.
Il diacono, nella Chiesa, è il servitore per eccellenza: nella vita liturgica e pastorale come nelle opere caritative. La costituzione Lumen Gentium del Vaticano II sottolinea che al diacono “sono imposte le mani non per il sacerdozio ma per il servizio” (n.29).
27diaconi2Le prerogative comprendono “l’amministrare il battesimo”, “la distribuzione dell’Eucaristia”, “l’assistenza e benedizione del matrimonio in nome della Chiesa”, e poi “portare il viatico ai moribondi, leggere la Sacra Scrittura ai fedeli, istruire ed esortare il popolo, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, amministrare i sacramentali, presiedere al rito funebre e alla sepoltura”.
Il Vescovo, prendendo spunto dalla liturgia del giorno che celebrava gli apostoli Pietro e Paolo, ha esortato i tre diaconi “a conformare la propria vita alla novità del Vangelo”, ed essere così per la comunità “testimoni credibili di carità”. Come prevede il rito, dopo l’imposizione delle mani, tre confratelli diaconi hanno aiutato i tre giovani ad indossare i paramenti sacri propri: la stola diaconale e la dalmatica.
Quindi il Vescovo ha consegnato a ciascuno di loro il libro dei Vangeli recitando la formula: “Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunziatore: credi sempre a ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni”. Alla comunione i tre diaconi sono scesi in mezzo all’assemblea a distribuire la comunione a familiari, amici e conoscenti che hanno voluto prendere parte alla cerimonia.
Il servizio liturgico è stato prestato dai seminaristi coadiuvati dal cerimoniere don Emanuele Borserini; i canti sono stati eseguiti dalla Cappella musicale della Cattedrale, con l’accolito Massimo Vannini che ha guidato l’assemblea nelle parti sue proprie.
Al termine, nel refettorio del Seminario, i tre diaconi hanno salutato parenti ed amici con una festosa agape fraterna.

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