Il 25 Aprile: il giorno in cui l’Italia ritrovò la sua libertà

La cerimonia Provinciale si è tenuta a Tresana ma sono state tante in Lunigiana le celebrazioni per la Liberazione

Un momento della celebrazione provinciale del 25 Aprile a Tresana
Un momento della celebrazione provinciale del 25 Aprile a Tresana

Si è svolta a Tresana, quest’anno, la cerimonia Provinciale in ricordo del 25 Aprile. Una manifestazione cui erano presenti tanti rappresentanti dei Comuni del territorio, il prefetto di Massa Carrara, Enrico Ricci, il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti e il presidente provinciale dell’Anpi, Alessandro Conti. Durante il suo saluto, il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, ha voluto evidenziare come la Liberazione sia un patrimonio che è ancora fondamentale nella nostra vita quotidiana. Le orazioni ufficiali, tenute da Germano Cavalli e da Giuliano Adorni, hanno fatto emergere alcuni dei momenti più drammatici che il nostro territorio ha vissuto durante la fase finale del secondo conflitto mondiale e di come la popolazione, soprattutto i più giovani, abbia saputo reagire con la nascita dell’organizzazione della Resistenza armata contro l’occupazione Nazifascista.

Zeri: la deposizione di fiori e corne al monumento alla Resistenza e al monumento ai Caduti
Zeri: la deposizione di fiori e corone al monumento alla Resistenza e al monumento ai Caduti

Ma oltre alla cerimonia Provinciale, in Lunigiana, ci sono stati altre manifestazioni per celebrare la festa della Liberazione. Come a Zeri dove si è tenuta una cerimonia nei pressi del municipio, con deposizione di fiori e corone al monumento alla Resistenza e al monumento ai Caduti.Presente il sindaco di Zeri, Cristian Petacchi, con il collega di Vernazza, Resasco (che ogni anno sale a Zeri per ricordare e rendere omaggio ai partigiani di Vernazza morti nelle valli zerasche), e i rappresentanti dei Comuni di Pontremoli e Sesta Godano. Hanno partecipato, con le relative bandiere, l’ANPI di Zeri, Pontremoli e Vernazza, il Gruppo Alpini di Zeri, il maresciallo dei Carabinieri, Cossu. L’orazione è stata tenuta dal presidente dell’ANPI di Zeri, Mauro Malachina.

Un momento della manifestazione del 25 Aprile a Pontremoli
Un momento della manifestazione del 25 Aprile a Pontremoli

Anche Pontremoli ha celebrato il 25 aprile con una manifestazione davvero molto partecipata. Il ritrovo è stato in piazza Italia, poi la deposizione di corone e mazzi di fiori al monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, a quello che ricorda mons. Giovanni Sismondo e alla stele per i partigiani caduti; presenti molte associazioni pontremolesi con labari e bandiere: l’ANPI, la Marina, gli Alpini, i Bersaglieri, i Finanzieri, il sindacato pensionati della CGIL, la Pro Loco, un gruppo di studenti del “Ferrari” e poi la Musica Cittadina Pontremoli e il Coro dell’UniTre. Con la sindaca, Lucia Baracchini, Brian Lett (figlio del maggiore inglese Gordon Lett), Lalla Tassi (staffetta partigiana) e Lucetta Molinari (figlia del comandante partigiano Giuseppe Molinari “Birra”). Il corteo ha sfilato fino a piazza della Repubblica dove, alcune centinaia di persone hanno partecipato agli altri momenti ufficiali accompagnati dalle note della Musica Cittadina. Al termini i ragazzi del “Ferrari” hanno letto alcuni articoli della Costituzione Italiana.Ultimo atto della cerimonia prima della S. Messa in Duomo è stata l’attesa esibizione del Coro dell’Unitre che ha sorpreso ed emozionato i tanti presenti con un’inedita esecuzione de “La guerra di Piero” di de André, conclusa – alle parole finali “… sono mille papaveri rossi” – con un simultaneo lancio di fiori di carta.

La cerimonia del 25 Aprile a Vico di Bagnone
La cerimonia del 25 Aprile a Vico di Bagnone

Altro appuntamento è stato a Vico dove, alla presenza del parroco don Angelo Boattin, del sindaco di Bagnone, Carletto Marconi, e dell’assessore Rita Beccari si è riflettuto sui grandi valori della Pace che non è solo assenza di guerra, ma è molto di più, capacità di dialogo e di accoglienza. Toccante il suono del silenzio, da parte di Luca Menghini, nel momento dell’alzabandiera e l’esecuzione dell’Inno di Mameli. Gli interventi dei relatori hanno sottolineato le tre erre su cui si fonda la libertà di oggi: “Risorgimento”, “Resistenza” e “Repubblica” che rappresentano le linee guida su cui si è sviluppata l’Italia democratica in cui viviamo. Valori ancora oggi da difendere e preservare, specie per i nostri giovani che devono imparare da questi principi il metodo per combattere le tante nuove forme di degrado che minano l’umanità.

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