Potrebbe arrivare da Pontevecchio la risposta all’enigma delle Stele

Interessante convegno che ha visto numerose relazioni che chiamano in causa la necessità di nuovi studi sul sito. Mentre la popolazione continua a protestare contro il progetto di perforazioni di Gaia

Alcune statue stele lunigianesi
Alcune statue stele lunigianesi

“Pontevecchio potrebbe risolvere l’enigma delle statue stele, a patto che il luogo dove vennero alla luce diventi oggetto di scavi condotti in modo scientifico”. Così, in modo perentorio, ha concluso il suo intervento il Direttore del Museo delle statue stele lunigianesi di Pontremoli, Angelo Ghiretti. “è possibile , infatti, che nello strato del terreno, di circa 20 mq. di superficie, che le ricopriva, descritto nero e grasso, e nelle sue vicinanze si trovino segni dei riti cerimoniali che vi venivano svolti…… Pertanto il sito deve essere preservato dall’irruzione delle ruspe ed indagato”. Ne è passato del tempo da quando furono estratte, nel 1905, durante un disboscamento per mettere a cultura un castagneto, ma, almeno a memoria, mai si era concentrato un interesse così significativo e diffuso su Pontevecchio. Ci voleva Gaia col suo progetto di perforazioni alla ricerca di acqua per smuovere l’attenzione del mondo degli studiosi, ma anche per innescare la reazione della popolazione locale, a protezione del luogo: “Giù le mani da Pontevecchio”, si leggeva su uno striscione appeso vicino alla chiesa del paese di Cecina, dove si è tenuta l’assemblea di sabato 28.

Il direttore del Museo delle Statue Stele, Angelo Ghiretti
Il direttore del Museo delle Statue Stele, Angelo Ghiretti

A vero dire negli ultimi anni il prof. Mario Nobili si era dato da fare per sollecitare la Facoltà di Archeologia di Pisa ad intervenire per compiere le dovute indagini e per sottrarre il luogo all’omologazione indistinta col bosco circostante. Forse questa, però, è la volta buona. Ha promesso un sostegno collaborativo anche il Rotary Lunigiana, nella persona del presidente Giovanni Dosi, intervenuto in chiusura della riunione organizzata dal Circolo CSI del paese e svoltasi n una chiesa affollatissima di persone provenienti da tutto il Comune. Erano presenti anche la sindaca di Pontremoli, Lucia Baracchini, e il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi, che ha introdotto i lavori, annunciando, per….. “prevenire” eventuali lamentele per le condizioni della strada, che il Consiglio Comunale aveva approvato i fondi per asfaltarla. Ha, quindi, accennato alla questione dei carotaggi, senza entrare nel merito dell’adesione o meno alle intenzioni di Gaia, per concludere con i riferimenti storici alla presenza delle statue stele nel territorio comunale, che “ci portano nelle viscere della storia”, ha sottolineato Nobili, fino a poter affermare che “Pontevecchio trascende la storia locale, anche se c’è dentro” , “era uno di quei villaggi che viene definito “locus per sé”, portatore di una singolare identità anche in epoca medievale, non caratterizzata, ad esempio, dalla presenza della chiesa, anche perché di poche case”. Ha parlato anche di storia locale e storia dialettale e delle pratiche devozionali di un tempo, ora scomparse, come tutte le caratteristiche della vita paesana. Con le relazioni di Donatella Alessi, Conservatrice del Museo San Giorgio della Spezia, che ospita le statue stele originali di Pontevecchio, definite, nel loro complesso, “fenomeno meraviglioso” – al Museo di Pontremoli ci sono i calchi – e Ghiretti è stata ripercorsa, anche con l’utilizzazione di documenti o testimonianze scritte, la storia conosciuta delle statue stele, in particolare del ritrovamento e delle caratteristiche e del significato del luogo – due torrenti, il ponte, la posizione…- di quelle di Pontevecchio, del loro acquisto – sono di proprietà comunale-, nel 1909 dal Museo Civico di Spezia, dell’interessamento di Ubaldo Mazzini, della contrattazione con i proprietari dei terreni delle statue stele… Molto interessante è stato anche l’annuncio del presidente del Parco delle Apuane, Alberto Putamorsi, in merito ad un progetto che prevede la ricostruzione possibile della vita dell’uomo di Neanderthal, “del tempo delle statue stele”. Il luogo museale sarà un edificio acquistato dal Parco ad Equi Terme. Un rinfresco offerto dal paese di Cecina ha concluso un pomeriggio, che ha posto all’attenzione generale un luogo di grande importanza storico-archeologico- culturale, un po’ dimenticato, ma che merita di essere valorizzato. Da tutte le ultime vicende di Pontevecchio, nasce la considerazione che esse hanno fatto ulteriormente capire che la gente vuole bene al proprio territorio e che desidera continuare ad abitarvi. L’impegno di tutte le Istituzioni dovrebbe essere rivolto a venire incontro alle loro aspettative.

Andreino Fabiani

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