L’allegra vedova e l’intrusa nella stagione teatrale lunigianese

Maddalena Crippa e Lucia Poli, due grandi attrici per un doppio appuntamento andato in scena a Bagnone e Pontremoli

Maddalena Crippa
Maddalena Crippa

Doppio appuntamento la settimana scorsa in Lunigiana con la magia del teatro prima a Bagnone e poi a Pontremoli; gremito il teatro “Quartieri” per assistere a L’allegra vedova una rielaborazione della celebre operetta “La vedova allegra”, del musicista ungherese Franz Lehár, ancora oggi una delle opere più rappresentate sui palcoscenici di tutto il mondo. Prima dell’inizio dello spettacolo, la bravissima Maddalena Crippa, nella doppia veste di narratrice e cantante, ha invitato i presenti a liberarsi, almeno per un paio d’ore, dei problemi e delle zavorre che offuscano e appesantiscono la quotidianità, per abbandonarsi totalmente alla fiaba, sulle note dei valzer de “La vedova allegra”.
In uno spazio essenziale, accompagnata da un prezioso ensemble strumentale, un quartetto composto da chitarra, fisarmonica, contrabbasso e flauto traverso, l’attrice ha narrato alternando le parti recitate a frammenti di dialoghi e monologhi, tradotti dal libretto originale di Leon Stein e Victor Leon fra arie e duetti, la storia de “La vedova allegra”.
Una donna giovane, vedova di un uomo molto ricco, con la voglia di vivere ogni sfumatura dell’esistenza. Sempre al centro delle attenzioni maschili, la vedova, usa ogni stratagemma per far innamorare il principe Danilo. Un mix di leggerezza, divertimento, potere economico nella cornice delle atmosfere dei cabaret berlinesi e dei famosi cafè chantant parigini dove le ore notturne scorrono fra fiumi di alcol e nuvole di fumo prima di dissolversi al mattino.

Lucia Poli
Lucia Poli

L’appuntamento con il teatro è stato poi “replicato” domenica sera al teatro della Rosa dove con L’intrusa, portata sul palco da Lucia Poli, si è anche chiusa la stagione teatrale pontremolese. Non si poteva certo sperare una conclusione migliore che farsi cullare dalle parole di una delle “signore” del teatro italiano. La serata era divisa in due fasi, due monologhi tratti da racconti di Eric-Emmanuel Schmitt, due gioiellini pervasi da eleganza ed umorismo.
I due spettacoli sono uniti dalle due protagoniste: due donne diverse, ma entrambe accomunate dal mal di vivere, da una quotidianità che sembra sganciata dalla realtà. Nel primo “È una bella giornata di pioggia” la protagonista è una donna insoddisfatta e infelice a causa del suo inguaribile pessimismo e della sua voglia di criticare e vedere sempre il lato negativo delle cose.
Neppure il matrimonio con Antoine, la nascita di due figli cambierà la sua radicale insoddisfazione. Ma qualcosa dell’ottimismo del marito, morto per un aneurisma, entra in lei tanto da farla esplodere in un grido liberatorio di fronte ad un violento temporale “è una bella giornata di pioggia”. Il secondo monologo, “L’intrusa” appunto, è quasi un thriller psicologico in cui un’anziana signora rischia la follia a causa di una misteriosa intrusa che si aggira nel suo appartamento. Ma è tutto un gioco di specchio dove la realtà non è più tangibile e si confonde in una Parigi avvolta da una canicola estiva senza precedenti.
Straordinaria Lucia Poli che conferma di essere attrice capace di far emergere con uguale bravura i momenti tragici ed ironici del testo.

(i.f. – r.s.)

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